Ringrazio prima di tutto un nostro affezionato lettore che ci ha fornito testimonianza di un pezzo di Trani che non c’è più.
Quello che ammirate in questa immagine va molto al di là di quello che semplicemente “vedete”.
È la fontanella di Colonna.
L’anno scorso chiesi di attivarsi per ristabilire un minimo servizio pubblico di erogazione di acqua per i bagnanti: a parte che alcuni politici sibilarono che c’erano problemi più importanti, si scatenò una ridda di giustificazioni pur di evitare di offrire un minimo servizio. Torno a ricordare che i nostri politici hanno inaugurato spiagge libere definite sempre “con servizi”.
Peccato che ovunque ci siano parti, tra l’altro minime, di spiaggia libera, i cittadini vedano i servizi col binocolo. Non una doccia (auz, mo’ vu’ asse’), non punti di riferimento per cambiarsi (vi ricordate il film “Casotto”, ecco manco un appoggio del genere – ma ste’ a scherze’), ma poi nemmeno lo straccio di una fontanella come si usava nella Trani “umana”, civile, che si ricordava che oltre ai locali che devono vendere acqua e bibite, ci vuole po’ d’acqua pubblica, anche solo per scuotere la sabbia dai piedi e non riversarla in tutto il piazzale di Colonna. Tempo di primati (nel senso di uomini primitivi), tempo d’inciviltá.
Insomma, le scuse di allora, ai tempi di un mio primo articolo: la sabbia che ingolfava il lido dei militari, il Comune che chiamava l’Acquedotto, l’Aquedotto che chiuse, il fastidio per quelli che si lavavano i piedi, patapim e patapam, parafrasando Antonio Albanese; risultato: fontanella/e chiuse, annullate, cittadini senza manco un servizio. “La sabbia scossa dai piedi affogava tubature…”. Solo a Trani, Tutt’ a Tran… Solo per Trani Passata, Trani Impopolare, Passivamente Trani…Fate ste’ liste la prossima volta che sarebbero adatte…
Buon Ferragosto.






































