Durante e all’indomani della campagna elettorale il cammino di Marco Galiano sembrava dovesse essere quello di un “predestinato” della politica. Sembrava dovesse giocare una mano a scopone con una sfilza di scope… Opinione pubblica favorevole, vittoria risicata ma pur sempre vittoria, anche grazie al cdx, forze politiche che gli saltavano addosso come colte da tarantolismo o luccicanza sulla via di Damasco in stile San Paolo, giornalisti che si ammalavano di bulimia da intervista e gli posizuonavano il microfono pure per fargli dire cosa avesse mangiato a pranzo, consiglieri comunali che si facevano i selfie con lui manco fosse Vasco Rossi o Fiorello con la fascia tricolore.
Ora le settimane stanno passando velocemente e le difficoltà stanno prendendo il posto dell’idillio da luna di miele, che si sta trasformando in luna di fiele.
Da fonti di Palazzo veniamo a sapere che per il famigerato dimensionamento scolastico, già rinviato di giorno in giorno e forse, come già scrissi, rinviato ancora di un anno (come da dieci anni a questa parte), si “stanno pensando ogni giorno soluzioni diverse”, insomma senza un metodo, un criterio certo da assumere e portare avanti. Improvvisazione all’orizzonte, insomma o già qui in mezzo a noi.
Se un dimensionamento scolastico diventa “un problema politico” come ammesso da Galiano è perché si consente che divenga tale ed ognuno, in maggioranza, come già in altre occasioni, schiera i suoi “soldatini”, le sue pedine (è un sintomo di debolezza di chi dovrebbe manovrare in modo “cazzuto” ed invece ha già perso molto tempo per “ascoltare”).
Così le diligenze vengono assaltate dai lobbisti dei pacchetti di voti che s’inseriscono in ogni anfratto della vita sociale, pure quelli della “innocente” scuola.
Infatti in altri ambiti, laddove l’asticella del “peso” anzi dell’ingombro politico sale, sempre a detrimento delle realtà interessate, la pressione si fa più alta, fino a sfociare in “ipertensione” acuta.
Pure queste girandole di nomi sui Cda da rinnovare e coi profili che girano, tutti sempre riconducibili ai partiti ed alla partitocrazia che “tiene botta” alla grande rappresentano un sintomo di debolezza rispetto alla realtà prospettata in campagna elettorale.
Per il cdA di Amet tornerebbe ora in auge il nome di Alberto Muciaccia, un nome gradito in modo trasversale dai partiti, Popolari compresi, già revisore conti Stp, oltre alle già citate Tritta (Pd) e Curci (Per). Cavalli di ritorno e collaudati. Di giovani professionisti slegati dai partiti manco l’ombra. Discontinuità ancora rinnegata insomma.
Per la stessa Stp sarebbero in rialzo le quotazioni di Domenico Vaccanio, professionista molto conosciuto in città, profilo vicino a Tommaso Laurora (Italia Viva).
A fronte di questi “giochi dell’oca” o giri di “Monopoli” con rendite di posizione e ritorni ai soliti nomi di partito, indirizzi già visti e conosciuti, si farebbe largo però un giro di tombola col numero 90 in primo piano. La “paura”.
Paura dovuta, ci raccontano fonti di Palazzo, al rischio di sforare i conti, a non ritrovarsi coi numeri in vista dei bilanci, anche se Bottaro ci aveva detto di aver lasciato una voce “attiva”. Sarebbero già stati negati i finanziamenti alla manifestazione del Moscato e ed uno stop al contributo è arrivato per il Puglia Cake Festival (che da dieci anni si è sempre tenuto e quest’anno andrà in scena “forse per l’ultima volta”, a detta della Presidente).
A rischio quindi, ipotizzano da Palazzo, le future spese per il Natale che già si stavano pianificando “in grande, stile Salerno”, ma, ci spiega un addetto ai lavori, “potrebbero subire un forte ridimensionamento visto che Galiano sta perfino invitando i consiglieri alla misura sull’azione stretta -sarebbe giunta una nota che invita a limitare al massimo le Commissioni consiliari, da tempo fonte di arrotondamento per gli stessi consiglieri-“.
Ci sarebbero inoltre malumori a Palazzo, tornando ai “tagli” alle manifestazioni, perché secondo alcuni componenti della maggioranza, a “determinate realtà sarebbe stato confermato e garantito il supporto , vedi CrossFit alla Terra Rossa o Fiab in Villa, mentre ad altre quel supporto sarebbe stato negato”.
90, la paura! 69, come lo volti e come lo giri! 22, i pazzi! 48, morto che parla! Il 30 lo hanno buttato giù (erano “le palle del tenente”).





































