«“Messis quidem multa”, ovvero “la messe è molta”. Sono parole che invitano a maturare uno sguardo sulla realtà che sia capace di riconoscere il bello, il positivo che ci precede e ci accompagna». E’ la spiegazione che lo stesso Mons. Leonardo D’Ascenzo ha voluto dare del motto scelto per il suo ministero episcopale durante l’omelia del suo insediamento all’interno di una Cattedrale di Trani gremita ad accoglierlo in un pomeriggio di sabato lungo e ricco di appuntamenti. «Spesso siamo segnati nel cuore e nel modo di guardare la realtà, da depressione e negatività, siamo presi da sentimenti di preoccupazione, di tristezza o di sconforto – ha ricordato durante l’omelia Mons. D’Ascenzo – Orientiamo, allora, il nostro sguardo sull’abbondanza della messe, e impariamo a sperimentare stupore, gratitudine, a coltivare speranza». Parole che danno il senso di un ministero iniziato tra l’entusiasmo della gente comune e la folta partecipazione di autorità per omaggiare un momento importante per tutta la comunità.
L’Arcidiocesi di Trani-Barletta-Bisceglie ha dunque un nuovo Vescovo di prima nomina. Come ha ricordato lo stesso Mons. D’Ascenzo è un fatto più unico che raro. «Non porto con me alcuna esperienza in tal senso. Sarà questa Chiesa, sarete voi ad aiutarmi nell’apprendere il servizio che mi attende. Da parte mia, come si dice, dovrò studiare». Collaborare con le autorità al servizio delle comunità è stato uno dei passaggi più ribaditi durante tutte le celebrazioni di insediamento a partire proprio dall’incontro avvenuto con i Sindaci del territorio.
«Se il Signore non mi avesse chiamato al sacerdozio, non avrei avuto difficoltà ad impegnarmi nella vita politica. Tra impegno politico e ministero sacerdotale, anche se non sono realtà sovrapponibili come è evidente, vedo un fondamentale elemento comune e cioè il servizio alle persone e alla persona». E’ stato il monito dello stesso Mons. D’Ascenzo, un monito lasciato nelle mani delle autorità politiche dell’Arcidiocesi.
Domenica, poi, la visita in Prefettura e l’incontro con Maria Antonietta Cerniglia prima della Celebrazione a Barletta. Mons. D’Ascenzo ha ricordato come le città dovrebbero avere «porte sempre aperte» proprio come l’immagine biblica della Nuova Gerusalemme. Una immagine utilizzata più volte per ricordare come la guida delle città debba avere come principio ispiratore pace e giustizia.





































