Riceviamo e pubblichiamo una nota a firma del consigliere comunale Domenico Briguglio:
«Sono basito. Ma più che basito, sono indignato. Trani va verso un commissariamento quando aveva bisogno di governare, e tutto per una crisi costruita a tavolino.
La cosa più grave è la lettera di dimissioni di Galiano. Parla di “autonomia morale”, di logica del “tieniteli tutti buoni”, di “pressioni intollerabili” subite dal suo stesso partito e dalla coalizione.
Con queste parole ha infangato l’intera città. Sembra quasi che Trani sia stata sciolta per stampo mafioso. Io in questo ritratto squallido non ci sto.
La sua dignità è pari alla mia. Faccio politica da quarant’anni a testa alta, ligio al dovere, tanto da aver ricevuto l’incarico di responsabile regionale del Parlamento della Legalità Internazionale. Non accetto di essere messo nel calderone.
Se Galiano ha subito pressioni, abbia il coraggio di fare nomi e cognomi. Subito. I cittadini hanno il diritto di sapere chi lo avrebbe ricattato e perché. Non può lanciare il sasso e nascondere la mano, lasciando tutti sotto accusa.
Questo è il prezzo che si paga quando si sceglie un sindaco dalla società civile, senza esperienza di Palazzo e senza ascoltare chi Palazzo lo conosce.
A questo punto mi tocca chiedere scusa alla città. Sì, perché io l’ho sostenuto in campagna elettorale, io ho invitato la gente a votarlo. Oggi mi dispiace amaramente di averlo fatto, visto lo spettacolo a cui stiamo assistendo.
Spero che Galiano abbia almeno il coraggio di dirci la verità. Qual è la vera ragione delle dimissioni? Lo dica, così se davvero ci sono state interferenze indebite contro il suo mandato, possiamo isolare ed eliminare queste persone una volta per tutte.
Lo faccia in fretta e mi dia una risposta, soprattutto a me. Ribadisco: non ci sto e non accetto di essere messo in quel calderone infame che lui ha descritto.
Trani non merita questo spettacolo vergognoso».



































