Al di là delle ironie sui conteggi (40 + 60…), sulle battute su chi a sua volta fa calcoli in vista del ballottaggio tranese (ve l’ho detto: è un derby e potrebbe aprire uno scenario diverso), al di là delle griglie e dei prospetti e degli “appetiti” dei singoli consiglieri, ci sarebbe una chiave di lettura, che, se presa sul serio, dovrebbe far meditare tutti, battutisti compresi, al di là, anche, degli annunci di “non apparantamenti” lanciati da Boccia, Galiano e da altri esponenti del centro sinistra. Annunci che mirano a mostrarsi “forti”, ma che potrebbero nascondere il concetto di “bluff”, tipico del poker.

La chiave vera sta nell’interpretazione data da Marinaro quando tutti gli hanno chiesto perché non abbia realizzato quei progetti e quelle miglioríe da lui previsti per Trani ed esposti durante la campagna elettorale, perché non le abbia realizzate, dicevo, durante gli ultimi anni in cui è stato al governo con la parte politica con la quale ha governato e dalla quale ha preso le distanze.

Come potrebbe realizzarle ora, se tornasse indietro, proprio con coloro i quali hanno costituito l’alibi della non realizzazione di quelle proposte, causa l’immobilismo, stasi tpici del governo di centro sinistra regnante negli ultimi 11 anni?

In effetti due piazze, un parcheggio, un camminamento a mare ed un allargamento di strada sono un bottino un po’ troppo scarno su di un arco temporale di 11 anni. Insomma quella roba in altre città che visitato si fa in tre, quattro anni. Al massimo.

Dopo aver ironizzato sui suoi progetti di rinascita (i video in cui si prospettava un nuovo decoro urbano) Marinaro mi aveva gentilmente contattato e spiegato come ora, cominciando un percorso nuovo, vorrebbe e potrebbe concretizzare quei progetti, effettivamente brillanti. Io gli ho creduto, è stato convincente. Mi chiedo dunque come potrebbe realizzarli se tornasse con quella parte politica che non gli ha consentito di andare in fondo, stando a quello che ci ha fatto capire.

Marinaro deve decidere insomma se tornare a fare il comprimario in una coalizione che ha fatto dell’immobilismo un suo marchio peculiare, o se unirsi ad un nuovo gruppo per lui, rispetto al passato, in cui avrebbe obiettivamente una “prateria” per divenire uomo di spicco di un governo cittadino.

È una mia idea che esula dall’esito finale del ballottaggio (sono al di sopra delle parti e l’ho spiegato più volte) ma che si concentra sull’analisi di ciò che potrebbe diventare uno dei protagonisti della politica tranese: Marinaro di nuovo vassallo o Marinaro dominus.