Impianti sportivi fatiscenti e giovani lasciati senza alternative: è la denuncia lanciata da Raffaella Merra, già assessore all’Ambiente e consigliere comunale della città di Trani, che punta il dito contro l’amministrazione e avanza una proposta per affrontare il problema del disagio giovanile partendo dallo sport.

«Mentre l’amministrazione ed i politici di turno, spesso in clima elettorale, si riempiono la bocca rilasciando interviste, facendo post sui social, organizzando convegni e tavole rotonde sul disagio giovanile, le strutture sportive cadono a pezzi. È un’ipocrisia che non possiamo più accettare», attacca Merra, che riprende la denuncia del concittadino Sante Varnavà, presidente dell’ASD Oltre Sport, sulle condizioni precarie delle strutture cittadine.

Il quadro tracciato è desolante: il palazzetto di via Falcone è chiuso da tempo immemore, mentre il tensostatico “Pala Ferrante” è privo di riscaldamento e ancora ostaggio di barriere architettoniche che umiliano l’utenza, specialmente quella con disabilità. «Già lo scorso luglio avevo denunciato questo stato pietoso: mi chiedevo come fosse possibile mettere a gara strutture non a norma. Nulla è cambiato. Oggi non siamo soli a gridare contro questo disservizio, ma le società sportive sono allo stremo», ricorda l’ex assessore.

La critica si fa ancora più netta quando Merra mette in relazione il degrado degli impianti con il crescente disagio giovanile: «Ci lamentiamo dei ragazzi, delle loro fragilità, degli atti di vandalismo sempre più frequenti, gli ultimi eventi sono di Capodanno, della loro anaffettività e della dipendenza dai social. Poi però, quando si tratta di offrire loro l’unica vera alternativa, lo sport, l’amministrazione scompare». Anche le palestre scolastiche, chiamate a surrogare la mancanza di impianti comunali, versano nella stessa precaria situazione.

Da qui la proposta rivolta all’assessore allo Sport: «Lo sport non si fa con le chiacchiere. Se il Comune non è in grado di garantire strutture dignitose, allora investa sulle persone. L’amministrazione attivi immediatamente convenzioni con le palestre private cittadine e istituisca un plafond economico per farsi carico delle iscrizioni dei ragazzi under 18. Invece di spendere soldi in eventi effimeri, paghiamo lo sport ai nostri giovani. Basta volerlo».

Merra conclude con durezza: «Altrimenti, ogni lamento sul disagio giovanile resterà solo lacrime di coccodrillo».