Le segnalazioni e le lamentele, le difficoltà e quel disagio strisciante, quasi sommesso, magari non sempre esplicitato. Tutto aumenta, in tal senso ed in quello stretto, dei prezzi. I messaggi di cittadini in difficoltà aumentano. I prezzi dei beni di prima necessità continuano a lievitare. Dai generi alimentari, all’abbigliamento ed, in generale, ai beni di prima necessità. Molti cittadini magari provano vergogna a far sentire la propria voce in prima persona, altri si lamentano sui social ma, come spesso avviene in queste occasioni, con poco costrutto.
C’è la sensazione che molti esercenti si allineino alla chetichella alla linea comune, quella degli aumenti indiscriminati, a volte, in percentuale, molto al di sopra dei cosiddetti “tetti” che non dovrebbero essere superati. Ed invece, con qualche centesimo in più ogni settimana, qualche euro in più ogni mese, anche secondo le segnalazioni di tanti lettori, cittadini, madri e padri di famiglia, i prezzi lievitano sempre più ed il trend sembra essere destinato a rimanere tale. Chi controlla? Le associazioni e le Istituzioni di categoria, a cominciare da Confesercenti o Confcommercio dialogano con i titolari delle attività, si attivano per attuare controlli sui commercianti? Vedo Direttori e Manager intervenire su tutto lo scibile umano, ma non su questioni pesanti come questa.
Esiste un assessore al Commercio che possa almeno attuare una strategia di controllo o di confronto coi commercianti? L’impressione, da questa parte del nostro osservatorio e dal punto di vista di tanti cittadini inermi, è che ogni commerciante faccia un po’ come gli pare. Oggi l’appello che parte da Trani.News24.City è quello di controllare, calmierare, equilibrare, trovare punti di compromesso tra costi sostenuti dai commercianti e prezzo finale “imposto” al pubblico.
In molti casi i conti sembrano non tornare. Intanto molte famiglie sono in difficoltà: questo è un dato di fatto, viste le segnalazioni che giungono.






































