È un pomeriggio di quaranta o cinquanta anni fa. Uno come tanti altri. Il flashback è nitido e messo bene a fuoco. Un gruppo di ragazzi, che oggi potranno avere 50 o 60 anni o anche di più, arriva trafelato in piazza Quercia. Getta giacche e giubbini per terra, ma non è un segno di trasandatezza o disordine. Tra poco quegli indumenti ammassati serviranno per fare le porte, enormi, lontana una dall’altra, per una delle tante partite di calcio: infinite, all’ultimo sangue, combattute come tanti Montero.

Ora (allora, durante quelle lotte a calcio) piazza Quercia sembra davvero il Camp Nou.

Il compianto Mario Cignarelli, grande professore universitario tranese scomparso qualche anno fa aveva raccontato, tramite pseudonimo, nel suo libro ” M’arrcord”, quelle emozioni uniche vissute tra via San Giorgio e l’immensa piazza Quercia. Un libro forse introvabile che custodisco gelosamente nella mia biblioteca che pur sterminata ( non arriva certo a quella del Kien di Elias Canetti nello splendido libro “Auto da fe’ ” ma si difende bene), mantiene sempre un posto riservato per il volumetto di Mario, che ha pure, per certi versi, ispirato questa rubrica.

In piazza Quercia in settimana non c’erano molte auto, prima la zona pedonale non esisteva. E allora era Camp Nou. Nei fine settimana diventava luogo di parcheggio per tante auto. Situazione funzionale positiva da una parte ma negativa dal punto di vista estetico. Poi Pinuccio Tarantini la chiuse al traffico e la fece completamente rifare, con sedili in marmo ai lati e pavimentazione nuova. Un bel lavoro che non tutti compresero subito. Ai tranesi bisogna dare tempo per assorbire le novità.

Piazza Quercia in questi anni è stata palcoscenico per spettacoli con sfondo magnifico e unico al mondo. Prima ancora campo di calcio amato dai ragazzi tranesi degli anni 50, 60, 70, 80 come detto. Ora è un raffinato salotto con splendidi locali che suonano musica dal vivo o contribuiscono ad arricchire un’atmosfera resa già di per sé unica dalla piazza in sé.
Ieri e oggi è stata ed è una delle piazze salotto di Trani, un punto di ritrovo, un punto di riferimento ( qui si sono celebrati gli ultimi comizi della Seconda Repubblica e di un’intera era politica). Qui c’è sangue e DNA tranese che trova il suo grumo nobile e popolare al tempo stesso, il suo apice di gloria nel Festival della Canzone di Trani che si è celebrato per tanti anni. Ma questa è un’altra storia che vi racconterò in un’altra puntata.