Quando entravo nel bar Centrale mi colpiva la sua grande signorilità e quel tono pacato nell’essere di poche parole ma, nella sua gentilezza, senza nulla concedere alla cosiddetta troppa confidenza. Se n’è andato in silenzio troppo presto a 63 anni Mario D’Oria, per tutti solo “Mario”, come quello della famosa canzone di Ligabue.

Ha lavorato per anni dietro un banco o anche per il servizio ai tavoli, all’occorrenza. Mai una parola di troppo, mai una sbavatura o un comportamento sopra le righe. Se ne va Mario, un professionista ed un signore d’altri tempi, di quelli che si vedono sempre di meno. Cameriere e gentiluomo, sempre attento a non sbroccare, senza mai un lamento. Ciao Mario! Ci mancherai così come la tua solita frase: “Professor Giovanni, il suo caffè”. Quel buon caffè contornato da gentilezza e sobrietà.