«Venerdì sera nel castello di Barletta c’ero anch’io nella doppia veste di medico e di consigliere regionale: avevo ritenuto doveroso partecipare all’incontro organizzato dall’Ordine dei Medici della BAT tra gli iscritti ed il candidato presidente alla regione Puglia per la coalizione del centrosinistra, la mia. L’obiettivo era quello di sostenere le giuste aspettative dei miei colleghi e, nello stesso tempo, di supportare il mio presidente in un momento difficile per la sanità italiana, in generale, e pugliese in particolare. Quando, però, Michele Emiliano, rispondendo ad una osservazione sulla stabilizzazione dei medici del 118, ha detto in modo assolutamente non conferente che aveva tenuto per sé la delega alla sanità perché se l’avesse dato ad altri “avrebbero fatto bassa macelleria” mi si è gelato il sangue e sono uscito dalla sala in segno di dissenso». Interviene così, in una nota, il consigliere regionale Mimmo Santorsola.

«Non è mia abitudine contestare le opinioni degli altri ma la libertà di  espressione non contempla e non giustifica la libertà di offesa: in quel momento, senza nemmeno tanti giri di parole, a me e ad altri 49 consiglieri regionali era stata attribuita la qualifica di “ladruncoli neanche tanto matricolati”, o, in subordine, di incapaci maldestri; questa in soldoni è la traduzione in italiano di  “bassa macelleria”.

L’ammissione mi è sembrata ancora più offensiva perché pronunciata da Emiliano nella veste di Presidente piuttosto che in quella di Candidato, alla presenza di almeno quattro consiglieri della maggioranza che lo sostiene.

Ho già inviato un messaggio ad Emiliano con la richiesta di scuse personali per evitare ulteriori ed incresciose sequele ma ancora più amaro e raggelante è il dover prendre atto che nella pratica quotidiana questa è la massima capacità dialettica della politica dei nostri tempi.

Prendersi meriti personali di ogni cosa positiva realizzata durante il proprio mandato, dare la colpa di tutte le negatività alla amministrazione precedente, parlare male dell’altro a prescindere dal suo buon operato sembrano essere le uniche armi rimaste da utilizzare nella campagna elettorale; alla lista delle strategie del consenso mancano solo il cambio seriale  di casacca, la ricerca spasmodica di una lista per candidarsi a tutti i costi e, infine, l’incapacità a condividere progetti a lungo termine.

“Poco e subito” è la parola d’ordine di una politica occasionale e miope ed un esempio ne  è la “querelle” tutta tranese sulla chiusura dell’ospedale cittadino: per anni i politici locali hanno gridato allo scandalo paventando gravi carenze assistenziali a danno della cittadinanza sino alla estinzione della stirpe ma, non appena si è profilata la possibilità di potenziare le strutture sanitarie della BAT ed ho chiamato a raccolta le forze politiche della città suggerendo il progetto di un ospedale multispecialistico di II livello dedicato al nostro territorio, tutti, o quasi, si sono ammutoliti e l’argomento “ospedale di Trani” è scomparso dal piccolo orizzonte mentale dei nostri consiglieri comunali e dei segretari locali di partito.

Peccato: una classe politica incapace di dare fiducia ai propri compagni e di mettere in campo progetti comuni, quella sì non può che realizzare “bassa macelleria”!».