Quando cammino per il vecchio ospedale tranese e ammiro, si fa per dire gli ampi corridoi semideserti e varie aree inutilizzate c’è sempre una fonte di malessere che si fa largo tra pensieri e scritti (oggi tra gli scritti).

Dopo la spoliazione sanitaria di Trani orchestrata da una politica cieca e che ha fatto chiaramente “due pesi e due misure”, approfittando del fatto che i rappresentanti istituzionali tranesi fossero, a vario titolo, negli anni, servi, yes men, muti selettivi, incapaci, arrivisti o smidollati.

Una città che d’estate raddoppia la popolazione e che in ogni week end accoglie migliaia di cittadini da città viciniori, ed anche per rispetto dei tranesi stessi, non meritava di rimanere senza Pronto Soccorso ed altri rami del sistema sanitario, tra servizi e reparti almeno essenziali.

A questo punto, pur sembrando una proposta apparentemente “superata”, come ha avuto modo di affermare un addetto ai lavori come Luigi Di Candido, impegnato nel movimentismo civico da anni, credo che quella di Angelo Guarriello – istituire una Centrale operativa del 118 della Bat con sede a Trani, favorendo il più possibile l’autonomia delle emergenze e lavorando per aumentare le autoambulanze medicalizzate- possa suonare non solo come una sorta di compensazione dopo i chiari torti subiti da Trani e soprattutto come un modo delle istituzioni, comprese quelle locali, di mostrare una parvenza d’impegno per garantire un diritto essenziale: quello della Salute.
Ce la date una mano a non soccombere, in tutti i sensi, dopo la superficialità ed il menefreghismo mostrati negli anni scorsi?