Fuoco, fiamme, furia francese e ritirata spagnola al quale detto fa eco “Franza o Spagna, purché se magna”: tutto questo per tornare esattamente al punto di partenza.
Se le dimissioni poi ritirate di Galliopardo (tutto cambi perché nulla cambi) avevano fatto sperare in un barlume di lotta contro la partitocrazia, il seguito di questi giorni riduce le speranze di una tempesta contro i parassiti ad un dolce cinguettio di uccelli.
“Passata la tempesta odo gli augelli far festa”, ci scrive ironicamente un componente della stessa amministrazione Galiano per farci capire l’aria che tira.
Ma se gli assessori, a parte i quattro dimissionari, restano tutti al loro posto – Galliopardo aveva detto che entro martedì cioè ieri avrebbe nominato i nuovi (penso poi tra le possibili ex alla Di Meo che rischia di passare alla storia più per le sue roboanti acconciature che per gli interventi per la scuola – è stato (?) assessore alla PI- a proposito: ottima l’acconciatura della Zitoli nel frattempo -); e poi si vocifera di una possibile nomina del “bottariano” Alberto Muciaccia come AD di Amet; e poi chi ti vedo? Galliopardo e Debora che sorridono di nuovo vicini vicini a favore di macchina fotografica con sullo sfondo il palcoscenico piddino che tutto sa e tutto move qui a Trani, che cosa vuoi di più dalla vita e cosa vuoi pensare oltre?
Solo una cosa: in stanze di bottoni competenti (almeno loro) avrebbero deciso di aprire un fascicolo sulla questione delle presunte pressioni sul sindaco.
Si annunciano ancora giorni da pressione alta per la politica tranese?
