In attesa di venire a conoscenza della decisione dell’anno (l’unica abilità di Galiano fino ad ora è stata quella di aver saputo creare una suspense degna di una popolare serie Netflix, The doubt – Il Dubbio ) facciamo alcune considerazioni di contorno, indipendentemente da come andrà.

Uno dei problemi che ha portato a questa situazione è il concetto di inesperienza.
A Galiano è stato proposto di fare il sindaco perché era bravo, bello e sapeva parlare e veniva da un buon percorso professionale come maestro prima e come dirigente scolastico poi. L’onestà della persona era poi la ciliegina o il fondamento, fate voi.

Nella campagna elettorale il personaggio ha funzionato alla grande, dalla dialettica fluente agli occhiali a specchio calati dalla fronte in giù, ammiccando a telecamere e massaie al mercato. Insomma una pacchia per i partiti ed i disoccupati impegnati in politica che in lui vedevano il salvatore della patria dopo 11 anni di Bottaro ed il rischio saturazione con i cittadini ed il forte rischio di sconfitta.

Tutto bene: vittoria pronosticata e vittoria centrata, pur con un’inquietante perdita di terreno al ballottaggio, un cattivo presagio, visto cosa sarebbe successo.

Dopo tre mesi però il serbatoio della coalizione è andato subito in riserva. Dopo che nelle scorse settimane abbiamo messo nel mirino i partiti, in quanto orientati dalle dichiarazioni dello stesso Galiano che ha sparato a zero contro Pd e Ciliento + Avs, pur riconoscendo in questo il coraggio a Galiano, bisogna meditare anche sul fattore I. Il fattore “Inesperienza”.

Come scrissi, in tutte le amministrazioni ci sono state le “pressioni”, ma bisogna pure vedere come vengono “gestite” queste pressioni. La scuola della politica, frequentata sul campo sia dagli stessi rappresentanti delle Istituzioni sia da noi giornalisti, ci ha insegnato la regola non scritta che prima di arrivare ad occupare posti apicali bisogna fare la gavetta. In parole povere, chi ha proposto la candidatura a Galiano non ha pensato che Marco non aveva fatto (a Trani, non 30 fa a Cassano, altra vita, altro secolo, altra realtà non paragonabile a quella complessa odierna) manco un giorno da consigliere comunale, ne’ da assessore.

Nella faglia lunga e nell’estenuante attesa createsi in queste settimane è vero che pesano le pressioni dei soliti noti, ma ugualmente bisogna considerare che Galiano è come quegli allenatori che vengono chiamati ad allenare la Juve senza aver fatto un giorno da “mister” in serie A. Mi ricordo di Pirlo, che infatti durò una stagione. Poi ci sono i casi come quelli di Chivu Bottaro (che però era stato almeno “assessorino” con Avantario), ma vuoi mettere le spalle coperte dagli arbitri…?
Zero giorni da consigliere e assessore a Trani, città complessa e ricca d’insidie e campi minati, si tramutano in un prezzo salato da pagare.

Le pressioni ci sono state sicuramente, ma l’inesperienza gioca un ruolo pesante in questa storia, sia da parte del sindaco stesso, sia da parte di alcuni consiglieri e assessori più vicini allo stesso primo cittadino, cosa stigmatizzata da altri componenti “anziani” della maggioranza.
Tanto per fare un esempio, uno di questi si lamenta del fatto che, “convocato in Regione per parlare di discarica, argomento molto tecnico sul quale non poteva avere una preparazione ferrata, il Sindaco abbia portato con sé due assessore (Cornacchia e Covelli, nda) ma non Ricchiuti, dirigente area urbanistica e ambiente.

Comunque vada la serie Netflix arriverà al finale. “The Doubt- Il Dubbio”. Oltre al dubbio del finale dimissioni, ne resta un altro: Galiano è un genio o un bluff?