Riceviamo e pubblichiamo l’intervento del consigliere comunale Domenico Briguglio a margine delle dimissioni del sindaco di Trani, Marco Galiani.

«Il mio commento sulle dimissioni del sindaco Galiano arriva dopo un’attenta riflessione e, soprattutto, dopo aver ascoltato con attenzione le motivazioni che hanno accompagnato questa scelta. Oggi, più che mai, sono orgoglioso di non aver mai voluto prendere parte a quei giochi di potere e a quelle dinamiche politiche che, ancora una volta, sembrano anteporre gli interessi di pochi a quelli di un’intera comunità. La mia posizione, del resto, è sempre stata chiara: la politica dovrebbe essere servizio, responsabilità e rispetto per i cittadini, non terreno di scontro per interessi personali o di parte.

È proprio in coerenza con questi valori che, alcuni mesi fa, ho accettato l’incarico di collaboratore di Presidenza del Parlamento della Legalità Internazionale per la Regione Puglia. Un incarico che oggi sento ancora più mio e che rafforza la convinzione che legalità, coerenza e senso delle istituzioni non possano essere semplici parole da utilizzare quando fa comodo.

Ho apprezzato il coraggio del primo cittadino nel mettere, nelle motivazioni espresse, l’interesse della città davanti a quello di singoli individui. Trani non ha bisogno di giochi politici, di personalismi o di equilibri costruiti nelle stanze chiuse; ha bisogno di una guida e di persone capaci di assumersi responsabilità, competenza e visione, restituendo alla città il lustro e la dignità che merita. Per questo, manifesto pubblicamente il mio pieno sostegno, personale e a nome della forza politica che rappresento, a Marco.

Ora ci sono venti giorni. Venti giorni nei quali riflettere, valutare e decidere con lucidità. Sono certo che il nostro sindaco saprà farlo mettendo ancora una volta davanti a tutto l’interesse della città. Perché, alla fine, è questo il vero discrimine: scegliere da che parte stare. Dalla parte degli interessi della comunità o dalla parte dei soliti giochi di potere.
Io, la mia scelta, l’ho già fatta».