Ambiente e Salute a Trani: Codacons, Oikos e Esposti Amianto Bat chiedono un incontro pubblico sul centro di raccolta di Via dei Finanzieri e la sospensione dei lavori. La nota:
«Con un’istanza congiunta presentata in data 2 settembre 2026, le associazioni Codacons (sede locale di Trani), Oikos Trani ed Esposti Amianto Bat hanno formalmente richiesto al Comune di Trani e all’Amiu S.p.A. la convocazione di un incontro pubblico aperto a cittadini e realtà associative, da tenersi unitamente al Comitato Trani Costa Nord. L’iniziativa nasce a seguito della notizia, pubblicata il 30 agosto scorso, relativa al progetto di adeguamento funzionale e normativo del centro comunale di raccolta rifiuti di Via dei Finanzieri.
Le associazioni firmatarie esprimono forte preoccupazione per una situazione igienico-sanitaria e ambientale definita ormai insostenibile e non più tollerabile per i residenti del quartiere nord. L’isola ecologica, secondo quanto denunciato, si sarebbe di fatto trasformata in una vera e propria stazione di trasferenza dei rifiuti.
Nel testo dell’istanza si evidenziano diverse criticità e fattori escludenti che renderebbero il progetto incompatibile dal punto di vista urbanistico:
- Densità abitativa e commerciale: L’impianto sorge in una zona densamente popolata, caratterizzata da una forte espansione residenziale e dalla presenza di numerose attività artigianali e commerciali.
- Rischio amianto: Di fronte a uno dei centri commerciali dell’area viene segnalata la presenza di una copertura in eternit fortemente ammalorata.
- Sviluppo turistico e sociale: Il sito si trova vicino a immobili in costruzione destinati a finalità sociali e in un’area proiettata verso la valorizzazione ricettiva, turistica e culturale, a ridosso della costa e adiacente al depuratore comunale.
“Se nella struttura saranno effettuate anche operazioni di trasbordo, compattazione e movimentazione di camion di grossa stazza — spiegano i rappresentanti legali e scientifici delle associazioni — occorre operare un profondo riesame del progetto e valutare la delocalizzazione dell’impianto”.
I richiedenti invocano l’applicazione dell’art. 2 comma 461 della Legge 244/07 per garantire il diritto dei cittadini a essere informati sulla reale entità e funzione dell’opera.
In attesa del riscontro e del richiesto tavolo di confronto, le associazioni hanno istato per la sospensione immediata dei lavori in corso».
