Serve ancora il deposito di alcuni importanti rilievi fotografici oltre che di un video per integrazione probatoria richiesta dal gup del tribunale di Trani Domenico Zeno. Per questo c’è stato un nuovo rinvio questa volta al 7 ottbre prossimo. Continua a svolgersi il rito abbreviato del processo sulla morte del giovane chef Raffaele Casale avvenuta il 16 agosto del 2017 dopo una caduta con la sua moto in via Martiri di Palermo a Trani. Il 1 luglio scorso si è celebrata una nuova udienza a Trani ma la richiesta del gup è quella di acquisire nuove foto e video del luogo dell’incidente e sullo stato dei fatti al momento del sinistro. Alcuni rilievi fotografici non sono stati inseriti nel fascicolo probatorio con la necessaria qualità ed ingrandimenti. Obiettivo del giudice è quello di poter verificare in modo chiaro l’eventuale presenza di operatori AMIU che stavano pulendo il manto stradale dagli aghi di pino oltre alla presenza di un cartello con limite di velocità girato e quindi non visibile direttamente dal senso di marcia del centauro poi deceduto.
Nel procedimento sono due gli imputati: si tratta di Francesco Patruno, funzionario del Comune di Trani e rup del contratto di servizio con l’azienda dell’igiene urbana AMIU, e l’amministratore unico dell’azienda all’epoca dei fatti Alessandro Guadagnolo. I familiari di Raffaele Casale che si stanno battendo da anni per questo processo e, soprattutto, per comprendere con esattezza se ci fossero state proprio delle negligenze che portarono poi all’incidente in moto di quella notte.
Ma la gestazione per l’arrivo in aula è stata molto lunga considerando che dopo una prima archiviazione e ben altre quattro richieste di archiviazione del procedimento, si è arrivati ad agosto del 2023 dopo le continue opposizioni della famiglia, a veder disporre l’imputazione coatta da parte della gip del Tribunale di Trani Lucia Anna Altamura per i due indagati che devono rispondere di concorso in omicidio stradale. Secondo la teoria dell’accusa e dei familiari quella strada, quella notte, non sarebbe stata ripulita dagli aghi di pino al momento della caduta del motociclista. Potrebbe essere stata questa una delle cause della caduta fatale considerata la scarsa aderenza sull’asfalto. Il processo dovrebbe stabilire, considerando anche lo svolgimento dell’incidente probatorio a luglio del 2023, le eventuali responsabilità dei due indagati tra cui, come detto, c’è il funzionario del comune Francesco Patruno che però in quel mese di agosto del 2017, come emerso nella altre udienze, era assente dal lavoro per ferie. Se per i familiari di Raffaele quella strada doveva esser pulita per le difese non può esser quella la causa della morte del giovane chef. Nel frattempo erano comunque già state archiviate le posizioni degli altri tre indagati.
