Già erano poche le certezze della vita politica tranese. Dopo l’avvio dell’Amministrazione Galiano pure quelle sono state spazzate via.
La prima certezza era la figura di Luca Lignola. Entrato in punta di piedi, nominato da Bottaro, collocato in un settore, la Ragioneria, che a Trani aveva assunto nel recente passato la dimensione di un campo minato, questione debiti comunali compresa, che alla fine ha assunto contorni a metà tra farsa, dramma, tragedia e leggenda (aneddoti succosi compresi), entrato senza clamori, dicevo, ha lasciato il bilancio in attivo (Bottaro dixit).
La certezza sarebbe stata quella di ritrovare dunque Lignola al suo posto. Niente. A fronte di altri assessori bottariani non certo brillanti confermati, Lignola è andato a casa.
Forse l’unico dei bottariani a meritare la riconferma. Di Cecilia abbiamo già detto.
L’unica triste certezza, stavolta confermata, era che il sindaco avesse un unico assessore da nominare a suo nome, come sua “pedina” di massima fiducia ed uno è rimasto (Paola Covelli che non conosco e sulla quale nulla posso dire).
Certezza triste perché con questa nuova amministrazione mi sarei aspettato qualcosa di rinfescan…te (ah… see…che citazione con Elisabetta Canalis) con un sindaco non costretto a scegliere nomi forniti al 90% dai partiti e per giunta non costretto a reinserire assessori poco brillanti dal punto di vista dell’attivismo e delle proposte di delibera (c’è chi nel suo ruolino di marcia era fermo a zero ed è stato “premiato”).
Mi sarei aspettato un Sindaco con mani libere che potesse comporre una giunta di assessori di fiducia al 100% (sua, non dei partiti o delle assessore regionali).
L’altra certezza era Briguglio che si era distinto come uno dei pochi assessori che non ciondolava per i corrridoi ed il bar di Palazzo di Città, o per i bar della città, ma che si era catapultato per le vie a controllare cantieri ed incontrare cittadini.
Niente, cacchio, pure questa certezza (uno così, penso, lo riconferma) è andata a farsi benedire.
A questo punto pensi che un’altra certezza possa essere che se c’è Pina Tota in squadra la metti alla Pubblica Istruzione e Cultura a mangiare l’erba (cit. Antonio Conte) per una città affamata di Cultura e potenziale Capitale (pia illusione) ed avviare iter per la ricostruzione di scuole a pezzi. Niente, va a fare la “balia” ai Servizi Sociali.
Forse una risorsa sprecata. E sindaco che per giunta mantiene la delega alla cultura (per distribuire futuri contentini ad ipotetici nuovi malpancisti?). Sarebbe davvero penoso. La cultura utilizzata come contentino per poi mandare un futuro “cavallo/a” in capo a qualche consigliere, utile per tagliare nastri.
Hai la certezza che l’urbanistica cominci un nuovo corso perché in campagna elettorale hai avuto questa sensazione? Basta politica tenuta per le palle dagli imprenditori edili? Basta cementificazione selvaggia con un professionista serio e propositivo? Niente da fare. Il sindaco, come Bottaro, tiene per sé la delega. Tutto già visto: il Bottagallio (creatura mitologica) ha cominciato a tirare la carretta.






































