A cura di Carlo Ronco

Raphael Gualazzi non porta in scena un semplice concerto: costruisce un flusso musicale ininterrotto che cambia forma di continuo, sorprende e trascina. È accaduto nella serata di sabato 5 luglio nella Corte “Davide Santorsola” di Palazzo delle Arti Beltrani, dove il pianista e cantautore marchigiano ha trasformato il suo recital in un viaggio senza soste tra jazz, stride piano, ragtime, richiami alla musica classica e canzone d’autore.

Seduto al pianoforte, l’artista ha rinunciato fin dall’inizio alla tradizionale successione di brani. Nessuna pausa, nessuna presentazione, nessuna cesura: ogni tema si è fuso con il successivo attraverso improvvisazioni, modulazioni e cambi di atmosfera, dando vita a un’unica grande narrazione musicale. Una scelta coraggiosa che ha tenuto il pubblico costantemente dentro lo spettacolo.

A impressionare è stata soprattutto la naturalezza con cui tecnica e improvvisazione si sono incontrati. La mano sinistra, fedele alla tradizione dello stride, ha costruito un tappeto ritmico solido e incalzante, mentre la destra ha spaziato con assoluta libertà tra scale e variazioni, dimostrando un controllo dello strumento raro da ascoltare dal vivo. Ma il virtuosismo, non diventa mai solo esibizione: ogni passaggio conserva freschezza, ironia e una coinvolgente leggerezza che l’ha sempre contraddistinto.

Nella scaletta hanno trovato spazio i suoi brani più amati, da Follia d’amore a Un mare in luce fino a New Orleans, alternati a riletture sorprendenti come Vacanze Romane dei Matia Bazar e al raffinato omaggio verdiano con il Coro di Zingarelle. A chiudere la serata, richiamato dagli applausi, il bis con Lady “O”, accolto da una platea ormai conquistata.

Ma il 5 luglio sarà ricordato anche per un’altra notizia. Prima dell’inizio del concerto, il direttore di Palazzo delle Arti Beltrani, Niki Battaglia, ha annunciato la firma della nuova convenzione con il Comune di Trani che affida alla struttura la gestione del Centro culturale polifunzionale per i prossimi dieci anni. Un passaggio accolto da un lungo applauso, perché rappresenta la continuità di un progetto culturale che negli anni ha saputo trasformare questo luogo in uno dei punti di riferimento della vita artistica cittadina.