La parola chiave del neo sindaco è stata la seguente: riqualificazione. E meglio ancora se applicata alle periferie.
Bene. Il concetto di “riqualificazione” diviene anche la nostra “stella polare”, il nostro focus, perché il miglior modo per dimostrare quella “discontinuità” sbandierata in campagna elettorale è mettere in pratica, coi fatti, quella riqualificazione.
Il nostro viaggio tra i luoghi dimenticati di Trani e particolarmente bisognosi di “riqualificazione” è la piazzetta “Madre Anna Teresa Stella”, in particolare il tratto che si collega via Simone de Bello. Manca la denominazione, non c’è un “servizio”, anche quelli promessi, anche quelli mancanti nell’anonimato della periferia tranese. Per dire che non c’è una fontanella, un fiore, nessun giovane albero piantato, solo pini che tra non molto verranno abbattuti come tanti altri (il pino non è albero da città, il pino s’inclina, il pino ha radici superficiali, il pino s’inclina, il pino è out- queste le scuse che coprono la mancata manutenzione, quella dovuta come servizio).
In uno dei luoghi più anonimi e “squalificati” di Trani l’erbaccia alta avanza nonostante tutt’intorno ci siano abitazioni, persone che abitano, vivono e sono tranesi come noi. In un punto ci sono i resti di un falò e le cartacce con fazzoletti usati punteggiano tutta la zona. Da quanto tempo non passa un operatore ecologico da queste parti? Chissà se qui sono venuti a chiedere il voto. Chissà se qui hanno votato…
