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Barba e Capelli | 1 a 0 al 90′ ma si va ai supplementari. E quelle schede nulle..

Riflessione (breve) post elettorale

Galiano vince 1 a 0 alla fine dei tempi regolamentari (il 40 per cento vale quel gol). Ma si deve andare ai supplementari, alias ballottaggio tra lui e Angelo Guarriello che “cade in piedi” dopo le peripezie elettorali tra tormentone confronti, malessere finale (in stile serie Neflix con colpo di scena finale) e comizio di chiusura bello come ai tempi in cui il cdx vinceva.

Galiano in cuor suo sperava di vincere al primo turno e gli è mancato il colpo del ko, del 2a0 (superare il 50 per cento) ma credo abbia fatto tutto quello che poteva fare. Sappiamo che paga, (senza avere colpe dirette se non quella di aver accettato l’investitura, la candidatura da politici logorati da 11 anni di governo) lo scontento di ampie fette dei cittadini per gli errori e le incompiute e la stasi (salvo ultimi sei mesi di attivismo) di un governo di csx tra l’altro pieno di quaglie saltatrici.

Ma il ballottaggio era un dato ampiamente anticipato e pronosticato da tutti, dal vecchietto in piazza Sant’Agostino seduto sulla cassa di legno allungata (non mi permetto di fare battute, descrivo ciò che vedo) fino al più raffinato degli analisti, strateghi politici, giornalisti a noleggio (tranquilli, non manco di rispetto a nessuno: fra questi c’è pure il sottoscritto che si è misurato con l’esperienza del “pubbliredazionale”). Il ballottaggio era un fatto matematico. L’esito finale sarà ugualmente un fatto matematico : gli addendi si sposteranno, il numero di votanti deve riversare il suo consenso verso il mar Galiano o il mar Guarriello.

Ma adesso non puoi dire più di tanto perché il ballottaggio è tutto uno scenario particolare, è come il derby , per restare in tema calcistico, è un’incognita per tutti: nel 2012 Riserbato arrivò al ballottaggio con un vantaggio del 12 per cento su Operamolla ma poi durante lo stesso “tempo supplementare” – ballottaggio, Operamolla stava per compiere il ribaltone, la remuntada e perse con soli 300 voti di scarto.

Oggi dunque non possiamo dire più di tanto, al di là delle parole di circostanza degli interessati (crediamoci, ultimo passo, ci sono, ci sei, ci metto la faccia, uniamo il puntino g) in quanto bisognerà osservare chi andrà ad intercettare e convincere, tra Galiano e Guarriello (ma più che altro conteranno quelli che stanno dietro di loro, come in ogni trattativa che si rispetti) chi andrà ad intercettare il resto dei voti rimasti: quelli di Giacomo Marinaro, quelli di Angela Mercorio e quelli di Vito Braná (non bisogna sottovalutare nessuno dopo l’esempio che vi ho fatto del rocambolesco ballottaggio tra Gigi e Ugo).

Ultima considerazione: a furia di scrivere sui e con i telefonini, quando la gente tiene in mano una penna (o una matita come nel nostro caso), non si raccapezza più. È quell’inesorabile analfabetismo di ritorno che ha portato oltre 500 schede nulle. È quasi un partito che a momenti raggiunge il 3 per cento. Tra nomi sbagliati o scritti al posto sbagliato sai quanti errori… avanti così e continuiamo a non tenere più una penna o matita in mano…

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