Non mi occupo di “amministrazione” e contratti ma, rispetto alla mole di candidati al prossimo Consiglio comunale tranese vedo che rappresentano un’esigua minoranza quelli che hanno deciso di farsi pubblicità elettorale servendosi delle testate giornalistiche o di agenzie di comunicazione.

Candidati sindaco a parte, che hanno trovato finanziamenti mirati, vedo che tra la testata per cui collaboro e le altre presenti sul territorio, su centinaia di Candidati, sono solo poche decine quelli che hanno optato per una campagna affidata a giornali o esperti guru -mi ricordo la gag di Riccardo Pazzaglia di “Quelli della notte” :” Me ne voglio andare a fare il /(in) guru-.

Insomma da una parte il costo della vita in aumento che si fa sentire, da un’altra parte la pochezza di contenuti nel rapporto “dare/avere” tra candidati e categorie giornalistiche varie (ormai si “affitta” il giornalista con telecamera e microfono per sparare tutte le cazzate che si vuole- aspettavamo il conducente a noleggio, ci ritroviamo il giornalista a noleggio) – è una specie di ristorante all inclusive: pago, quindi mangio ciò che voglio / pago quindi dico ciò che voglio-.

Da un’altra parte la presenza di riempi lista o gente presa per caso tanto per far numero come le peggiori partite di calcetto con giocatori con la panza (ecco a cosa siamo ridotti, altro che discorsi elevati in stile Churchill)…ecco che i candidati al massimo si fanno un autoscatto con parenti e amici o si fanno fare un video dall’amico / a con immagini rigorosamente mosse e voce coperta a da musichette assordanti o dal traffico in sottofondo. L’effetto è quello di pesce in vasca e sguardo inquietante, perso verso la telecamera.

Alla categoria “video odiosi” c’è la coppia di candidati snob che percula i neofiti o chi si affaccia per la prima volta in politica, ovviamente non al loro livello e non degni nemmeno di fare capolino in un video o su di un banner.
Ci sono i video che vanno sotto l’etichetta “la Corrida”, con quelli che s’intervistano tra di loro; ci sono pure gli emuli della Meloni (“sono un padre, sono un marito, sono una persona onesta”).
E poi le frasi fatte “ci metto la faccia”, “sporchiamoci le mani”, “non lasciamo indietro nessuno”, avrebbero pure un po’ rotto i cabasisi.

Ci sono i video con etichetta “che fastidio” con finti dibattiti (ci vorrebbe il cartonato di Bruno Vespa accanto) e sovrapposizione continua d’immagini tipo filmini della prima comunione ed effetto mal di mare.

C’è l’effetto “ribrezzo” con lo sboccato che si punta il telefono in bocca e ci fa vedere nell’ordine scia nera di caffè sulla lingua (lo ha bevuto prima per caricarsi e spararsi un bel po’ di cortisolo), residui di cibo e tartaro tra i denti, sputacchia frutto d’ipersalivazione da trance agonistica.

La scelta del “fai da te” ci porta in un’immensa e permanente “sagra della porchetta” dove vale tutto ed il contrario di tutto ed in cui basta la quantità di contenuti (sparare tutto ciò che passa per la mente, pur di far colpo sui gonzi di turno) e non certo la qualità.

Però è divertente (non credete ai moralisti che predicano moderazione: sono i primi che vanno a guardarsi morbosamente i video degli sciagurati). Molti tranesi ne godono in privato ed in pubblico si sdegnano. Solita ipocrisia local provinciale.