Su di un concetto concordo con Raimondo Lima: tra i tanti discorsi e monologhi, gag e stand up comedy cui stiamo assistendo in questa straniante campagna elettorale tranese, una delle espressioni più inflazionate ed abusate è: coerenza. (In verità l’altra che stanno ripetendo a macchinetta è: fruibile – ma de che?-).
Tutti si dicono coerenti e contenti (come i cornuti e contenti) ma davvero pochi mettono in pratica questa virtù, specie a Trani.
Ha ragione Raimondo Lima, candidato al Consiglio Comunale per le prossime elezioni del 24 e 25 maggio, a stigmatizzare questa carenza di coerenza nella misura in cui abbiamo visto svariati soggetti politici dirsi “coerenti” e poi passare da una coalizione all’altra (se dici da destra a sinistra non gli va bene perché “a livello locale non conta più l’ideologia, la destra e la sinistra, ma la Persooonaa” – mo’ si giustificano così i voltagabbana o quelli che vogliono vincere a tutti i costi, pure giocando sporco -), dirsi coerenti e fare opposizione a Bottaro, per poi inginocchiarsi davanti a lui o viceversa condensare e affastellare liste con ed a nome di Bottaro per poi scagliarsi contro lui e la sua giunta.
E siamo certi che i pendolari della Convenienza, le marionette a caccia di scranno, strapuntino, visibilità (ma che video “casalinghi” di merda ho visto da parte di alcuni, l’ho già scritto e lo ribadisco), i pendolari dello straccio d’incarico, continueranno ad andare avanti ed indietro, giocando tutta la vita a Bari e Napoli, sospesi tra l’eterno motto (lo avranno anche sulla lapide): “Franza o Spagna purché se magna”. Galiano, Guarriello o Marinaro, purché se quaglia. Dinanzi a questo quadro desolante e starnazzante, fa bene Lima a rivendicare la sua coerenza, la sua costanza, la sua militanza, sempre dalla stessa parte, sempre a destra, anche quando non c’era da “raccogliere”, ma solo da seminare, come ha fatto in questi anni.
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