E io lo sapevo che questa campagna elettorale doveva incattivirsi, imbrattarsi, imbastardirsi così. Gli obiettivi sia dei neofiti sia dei vecchi politici vengono guardati con occhi di brace, con desiderio ardente a seconda delle sfaccettature: la vanità e l’ambizione personale, il desiderio di rivalsa su nemici interni ed esterni le chance per affari in combutta o in prima persona nel settore edilizio o associazionistico, o solo per guadagnare punti verso i signorotti forestieri, dai biscegliesi, ai baresi, financo ai barlettani. Ma soprattutto per i ricchi compensi, gli affidamenti di lavori o consulenze a sé stessi o ai coniugi nei vari settori che fruttano più di un conto fisso in banca a interesse agevolato.
Dinanzi a tutto questo, come non possono scannarsi?
In mezzo a questa bolgia tranese, provano a smarcarsi fuori tempo massimo i 5 Stelle, facendo marcia indietro su accordi e patto scritto. Mentre i codici etici posticci sono stati già messi nel cassetto. Meglio così, tanto li avrebbero usati come carta igienica.
Legittimo fare marcia indietro per i 5 stelle, ma perché non farlo prima conoscendo i soggetti che sin dall’inizio popolano la coalizione di csx?
“Un Di Leo, nessun Di Leo, centomila Di Leo” (nomignolo impegnativo) è solo la punta dell’iceberg ed uno dei vari esempi di voltafaccia ideologico (se fino a ieri hai preso i voti dei simpatizzanti della Lega, come puoi pensare che ora quelli apprezzino un tuo accostamento ad Avs?). Fatti loro.
La questione dello strappo dei 5 Stelle gestita in modo dilettantistico dal Centro Sinistra dimostra che in quella coalizione manca una cabina di regia, una mente pensante. Insomma stanno facendo un gioco semplice ma in prospettiva poco fruttuoso, che vado a mutuare dal calcio: palla lunga (lanci lunghi) a Galiano e vediamo che succede. I rimbrotti social incrociati della domenica appena trascorsa tra Tommaso Laurora, lo stesso Di Leo e Vito Braná nel post comizio stanno a dimostrare questo: ognuno dice e fa quello che gli pare, tanto poi palla a Galiano e se la vedrà lui.
Una coalizione non funziona così. Secondo quanto riferito da una fonte autorevole, nelle riunioni pre- strappo 5 stelle, ancora nell’alveo del csx, sarebbero state dette le testuali parole agli stessi 5 Stelle ed a quelli di Avs: “Voi sarete l’antidoto al veleno” (dove il “veleno” sarebbero state le fazioni politiche poco gradite, i “puzzoni”, per intenderci). E ora resterebbe solo il “veleno”…
Non si può cominciare un viaggio sotto questi auspici. Troppa improvvisazione, troppo dilettantismo.
E poi perché mai si negherebbe ai 5 Stelle la possibilità di recedere da un patto (anche se fuori tempo massimo) una volta che si erano resi conto della “puzza di bruciato”?
Hanno recesso cani e porci in passato e non possono recedere quelli? Ho visto quaglie saltare a frotte e mo’ criminalizzano il buon Vito, che magari non prenderà manco un posto in consiglio comunale ma, da sappiamo da fonti ben informate, potrebbe guadagnarsi una candidatura al Parlamento coi 5 Stelle alle elezioni del 2027.
Non funziona così, visti i precedenti della super tollerante politica tranese.
Come diceva Montanelli: “Solo i cretini non cambiano mai idea”.
