Non vorrei scomodare Flaiano ed il suo “Marziano” a Roma, ma più ascolto Marco Galiano nelle vesti di “politico” e candidato Sindaco, più mi torna in mente l’immagine di un marziano rispetto alla pletora di politici già visti e sentiti, specie nel Centro Sinistra, fino ad ora.
Non farò il resoconto della serata di sabato (hanno già provveduto i giovani colleghi dello staff della comunicazione di Galiano e potete leggere tutto in altro articolo) per il quale inizialmente avevo preso diligentemente i miei appunti.
Qua non è ancora questione di cronaca o analisi politica (con quelle ricomincerò, per fortuna o purtroppo, due giorni dopo i verdetti di queste elezioni tranesi 2026).
Qui è questione di analizzare la nascita di un piccolo grande fenomeno politico. Uno scout, un dirigente scolastico, uno che ha il domicilio a due isolati dal suo luogo di lavoro e che in quel raggio ha operato per la maggior parte degli ultimi sette anni, si ritrova “scaraventato” nell’arena, per ora colorata e ricca di lustrini, poiché ancora nella fase della campagna elettorale, della scivolosissima, turpe, ma pur sempre pirotecnica, politica tranese.
Abbiamo ancora addosso le facce spesso scure e ingrugnite dell’ultima consiliatura, gli umori acidi e a tratti nauseabondi degli ultimi rantoli della “creatura” politica vista all’opera negli ultimi 11 anni (si vede che ho visto l’ultimo Frankestein di Guillermo Del Toro?), che ecco pararsi davanti a noi il Marziano Galiano che sa riaccendere gli entusiasmi di una platea tranese afflosciata e mortificata, e parlo pure di quelli che li hanno votati, da anni di politica vecchia e clientelismo spinto (certo coloro che ne hanno beneficiato stanno satolli e soddisfatti e parlano in termini entusiasti della “vecchia creatura”, ci mancherebbe).
Ti si para davanti uno come il Marziano Galiano che parte da partecipante del G8 di Genova (cit Nico Bavaro tra gli ospiti di sabato sera), si professa da sempre “antifascista”, lotta per i deboli, fa il fuoriclasse come Maestro e Dirigente scolastico (l’ho visto all’opera) ed ora deve fare “il fuoriclasse” pure da politico, per far dimenticare 11 anni di luci ed ombre della politica di centro sinistra e convincere che il Marziano è stato chiamato per resettare, azzerare, ripartire, riconquistare la fiducia, convincere i tranesi che “con la Politica e facendo tutti il proprio dovere quotidiano, non si diventa padroni di una città come Trani ma si resta e ci si consolida come ospiti”.
Voleva dire che se governi non diventi il padreterno o il capo clientela di turno, ma uno che deve garantire i servizi ed i diritti ai cittadini restando “ospite”, di passaggio, che non deve “arricchirsi con la Politica ma può essere felice continuando a vivere in un appartamento da 80 metri quadri”. Musica per le orecchie dei 5 stelle estasiati in platea (Rita Reggio in levitazione dal suo posto a sedere) e per Avs.
Difronte a queste “vette” toccate sabato sera, diventano piccoli piccoli pure gli attacchi di Bellanova e Boccia al governo Meloni, un leitmotiv per Boccia ma la Bellanova apre una lunga parentesi sui diritti dei lavoratori (almeno un omaggio al Galiano sindacalista, ma la prossima volta speriamo in una maggior sintesi dell’ex ministro di Renzi), con la sola Morra ad intercettare un valore del Marziano e intessendo un’ode della Gentilezza (una delle virtù congenite del Galiano, posso testomoniarlo – mai un’incazzatura esplicita in 7 anni anni, manco dopo il 5 a 0 del Psg… una non virtù è quella di essere interista).
Il Galiano ha una dialettica fluente che, sapete bene, di questi tempi, costituisce un crak per le platee che ti stanno dinanzi e questo costituisce uno dei vantaggi non solo sui diretti competitor, ma gli serve pure per sganciarsi in alto rispetto ai suoi stessi compagni di coalizione, dei quali deve pure e sempre far dimenticare le magagne degli ultimi anni. Un Pinuccio Tarantini di sinistra in quanto a favella, altro elemento che mancava a questa sinistra anche se le arringhe dell’ultimo Bottaro, specie nel secondo mandato, non ci sono dispiaciute, ma erano sempre “pro domo sua”, ovviamente.
Solo un Marziano come Galiano poteva ripresentarsi a nome del Centro Sinistra e l’hanno scovato e lui ha accettato di puntare la sua personale “astronave” su Trani e sulla politica di questa città.
Poi viene tutto il resto: il pirandelliano caso di Gianni Di Leo, su cui bisogna per forza tornare, le strutture sportive da rilanciare, completare e restituire ad una città affamata di sport e da troppi anni umiliata e ridicolizzata in questo settore, il Programma da scrivere insieme, il “chiedere permesso” per governare e donare benessere (citando don Tonino Bello), il Comitato come casa (o “telefono casa, per restare in tema- vi avviso che però il Marziano non risponde quasi mai su wapp) e la lotta contro disuguaglianze e contraddizioni varie tranesi.
Vola alto Marziano Galiano, almeno ancora per questa campagna elettorale, che poi ci sarà da scendere e cambiare questa città. Per davvero. Non a parole o con messaggi dall’Astronave che per ora ci ha “puntati” ma li deve ancora conquistare in toto sti benedetti tranesi. Eventualmente ve lo continuerò a raccontare a fine maggio, se i tranesi lo accoglieranno effettivamente.
