Non mi sono affatto meravigliato dell’esordio molto pimpante e brillante di Marco Galiano (lo conosco dai tempi in cui conduceva assemblee sindacali fiume per la CGIL vent’anni fa, con lo stesso piglio e poi ci ho lavorato fianco a fianco negli ultimi sette anni come prof e suo addetto stampa, ma questo diciamolo a bassa voce).
Altri si aspettavano un grigio burocrate inoffensivo, un topo da biblioteca cresciuto a pane e Marx, panini e graduatorie per prof, tramezzini e collegi dei docenti.
Quello invece ha tirato fuori subito il vecchio entusiasmo che ha sempre avuto per i giovani, la gente comune, come quella che aveva difronte insieme ad autorità politiche vecchie e nuove a Palazzo San Giorgio ed ha avuto modo di esaltare le sue doti oratorie, frutto di anni di ottime letture (ci consigliavamo i libri a vicenda) e che lo aiuteranno parecchio sia nella raccolta del consenso, sia nel proseguimento della sua carriera politica.
Certo che il Centro Sinistra, arrivato a questa vigilia elettorale un po’ malaticcio e coi calcoli ai reni e alla colecisti (brutte performance del passato recente e remoto che hanno mortificato elettori e opinione pubblica), ha trovato in Galiano una vera e propria cura termale a base di acqua minerale.
Già rinvigorito appare Nicola Ventura, nuovo regista della campagna elettorale PD targata Galiano, che ci rilascia queste parole:”Con un bagno di folla è cominciato il nostro cammino; il sentiero è lungo e insidioso ma merita di essere percorso sino alla meta, soprattutto se abbiamo buoni compagni di viaggio.
Oggi, tutti insieme, abbiamo fatto un’ottima partenza!”.
Liscio frizzante o gasato, il Galiano (a volte un po’ troppo gasato l’altra sera, specie quando esalta con un troppa enfasi gli atti dell’Amministrazione uscente, ma tant’è, era in trance agonistica e non poteva che andare in quella direzione perché da quella “mano” è arrivata comunque la benedizione alla sua candidatura) potrebbe rivelarsi un personaggio politico che, comunque vada, starà sotto i riflettori dando soddisfazioni a noi della stampa e toccasana, se non si gasa troppo e non si ammala di “nikivendolite” (troppa filosofia e poesia, pochi fatti), alla sua parte politica, se quest’ultima, a sua volta, saprà valorizzarlo, senza cominciare a pietire assessorati e nomine. Conoscendolo vi avviso che il Mark Galian vi manderà solennemente a fare in c… e manco il sottoscritto si sognerebbe di chiedergli qualche incarico o poltrona (lo dico subito onde evitare che qualche politico da strapazzo o avvocaticchio al seguito scriva che se dovessi essere critico, è perché non ho avuto incarichi. Ve lo dico sin da ora e segnatevelo: continuerò a fare il giornalista senza guardare in faccia a nessuno). Dicevo: il Galiano dovrebbe mandare a quel paese gli eventuali questuanti (non riesco proprio a conciliare la loro presenza accanto al Galiano, mah… vedremo.
A meno che non gli venga, al Marco, la “bottarite”, pure peggio della “nikivendolite”.
Ps: poiché all’indomani della pubblicazione di miei articoli su determinati personaggi, vengo puntualmente inondato di messaggi di supporter di altre parti politiche che chiedono che mi occupi anche dei loro beniamini, vi avviso che nei prossimi giorni tornerò ad occuparmi degli altri candidati. A cominciare da Angelo Guarriello, di cui non ho ancora scritto nulla all’indomani della sua presentazione a Palazzo San Giorgio.
Pps: vi avviso che le gare a chi fa più ospiti e presenze nelle adunate di presentazione non mi appassionano e non credo siano parametri da prendere in esame per un’analisi politica seria, a differenza di quelle degli ultras di partito. Quindi evitate di fare a gara a chi ce l’ha più lungo in base al bacino spettatori nelle sale, tipo invitati nelle sale ricevimenti. Perché il candidato. parafrasando De Gregori, non si vede da un calcio di rigore, ma dall’altruismo, dal talento e dalla fantasia..
