Nessuna sorpresa, questa volta, per il bilancio di previsione 2026-2028 più volte rimandato nelle scorse settimane a causa di divisioni interne alla maggioranza. Ieri il consiglio comunale di Trani ha approvato con 24 voti favorevoli l’importante documento di programmazione mettendo simbolicamente fine al secondo e ultimo mandato del sindaco Bottaro. Tra pochi mesi si andrà a nuove elezioni e il centrosinistra ritrova la compattezza perduta per affrontare la sfida delle comunali da una posizione di forza che solo un’amministrazione in salute può garantire. La manovra varata ieri, da 290 milioni di euro in entrata e 225 in uscita, lascia un avanzo di amministrazione di 65 milioni di euro in gran parte vincolati. Tra le novità emerse nella seduta di ieri, l’approvazione all’unanimità della tassa di soggiorno, la volontà di reperire un finanziamento importante per affrontare i problemi strutturali della casa di riposo, e su iniziativa del gruppo “Prima di tutto Trani” l’inserimento nel Piano Triennale delle Opere Pubbliche della ristrutturazione di piazza S.Agostino e l’integrazione nel DUP di un piano industriale per Amet. Bottaro ha tracciato un bilancio positivo di questi oltre 10 anni di mandato rivendicando gli sforzi compiuti per lasciare i conti in ordine e ricordando gli 11 milioni di euro di disavanzo dai quali si era partiti nel 2015. L’approvazione del bilancio di previsione apre le porte al rimpasto di giunta che sarà definito nei prossimi giorni: verrà la casella nell’esecutivo lasciata scoperta dalle dimissioni di Carlo Laurora mentre sarà sicuramente sostituito l’unico tecnico dell’amministrazione, l’assessore al bilancio Luca Lignola. Tra i nomi proposti sul tavolo della maggioranza, i più quotati sono quelli di Patrizia Cormio e Domenico Briguglio. Una rimodulazione della giunta che accompagnerà il centrosinistra verso la prossima campagna elettorale.
Il Consiglio Comunale approva il bilancio di previsione 2026-28, ora il rimpasto di Giunta
Dopo settimane di rinvii e tensioni in maggioranza, il documento chiude simbolicamente il secondo mandato di Bottaro
