Lo avevamo detto, lo avevamo scritto. A fronte di una manifestazione ben riuscita come quella organizzata da Radio DJ, una tre giorni che ha richiamato pubblico delle grandi occasioni e molte presenze dalle città viciniori, c’è una Trani carente, lacunosa e deludente per quanto riguarda i “fondamentali” dell’accoglienza. Ci riferiamo, tanto per fare un esempio, alle panchine, una in particolare, sul piazzale, laddove prima c’erano le giostrine. Dalle foto potete rendervi conto dello stato pietoso e pericoloso in cui versa. Tutto questo a tal punto che un nostro concittadino, sedutosi su questa sottospecie di panchina proprio per godersi lo spettacolo e la musica di Radio DJ, non solo si è strappato la camicia, ma nel cercare di disincastrare la stessa dal pezzo di ruggine in cui s’era impigliata, ha riportato una piccola ferita (sulla stessa ruggine, non proprio tranquillizzante). “V’è a fe l’antitetanic”, gli aveva gridato qualcuno. Ma per fortuna nel frattempo i volontari degli Oer medicavano il malcapitato. Non puoi tenere in piena estate delle panchine in quelle condizioni, in uno dei luoghi più frequentati… non aggiungiamo altro, perché di “Colonna geneticamente modificata” ci siamo già occupati in altro articolo pubblicato in Barba e Capelli di martedì scorso. Tra ruderi, fumi, fritti e ruggine, benvenuti nella Trani che “osa” ospitare, in questo stato, manifestazioni di un certo rilievo. One nation, one station… ma le panchine straccia… camicia ce le abbiamo solo noi…





































