E va bene che dobbiamo mantenerci in linea con il “mortorio” istituito dalla nuova illuminazione pubblica e va bene che siamo una città snob per eccellenza (anche nel senso etimologico, da “sine nobilitate”, senza nobiltà – che visti gli ultimi tempi, ci sta). Ma mi chiedo perché, nonostante la Politica offra pure dal canto suo, una variegata teoria di maschere, tipologie umane classificabili, anche seguendo il vernacolo, come “Carnval”, non si riesca ad istituire a Trani una tradizione legata a questa ricorrenza popolare, anche per provare ad attirare quella categoria astratta e fantasmatica per Trani che passa sotto il nome di “turisti” o almeno forestieri cuaratin ed andrsan (oggi abbondiamo).
Perché non si è capaci manco di coinvolgere le scuole per organizzare un Carnevale? Incapacità, pigrizia, snobistica? Non dico un Carnevale coi carri, ma almeno un evento, uno straccio, pure per aiutare il commercio (ho detto commercio? C’è un assessore al commercio? C’è una strategia? Ah no, scusate è Carnevale).
A proposito di scherzi di Carnevale, meno male che ci sono i tre consiglieri di maggioranza di “Solo con Trani Futura”, un nome degno di un romanzo verghiano, che si lamentano, ora, della scarsa illuminazione pubblica? Scherzo, ghiribizzo, svegliati con la luna storta? Ora si ricordano… Carnevale, ogni appello vale ( pure a scoppio ritardato). Ps : lode alla famiglia Faconda per l’iniziativa della maschera Moscatina, unica goccia nell’oceano d’immobilismo tranese.






































