Cannito spara, Bottaro risponde. Sullo sfondo, ora, il proscenio finale del Ministero, ultima “scena”. Ora sarà il Ministero a vestire i panni del Demiurgo che “sboglierá” l’ultimo panno per il l’ultimo sipario. Ora si potrà dire: “Ha stata lei… la Meloni”, comunque vada, anche se la fine è nota. O dovrebbe esserlo.
Però per tutto quello che abbiamo visto e sentito fino ad ora possiamo dire che ci manca solo la riesumazione di Mario Merola per la sceneggiata finale inerente la perigliosa (termine troppo elevato per la “riduzione” della politica della vicenda, converto nel più adatto vocabolo : “incasinata”).
L’incasinata alle vongole, l’Archivio all’arrabbiata, poi alla matriciana, infine alla puttanesca. Poteva essere tutto liscio e lineare? Lasciare questo ente a Trani in quanto polo culturale? No. Rivalità, campanile, contraddizioni politiche, menefreghismo prima, poi rincorsa arrabbattata, poi assessori che si buttano (stasera si butta? Macché, stasera si ricicla…) sindaci paonazzi che cercano il “gol” in zona Cesarini. In tutto questo bailamme, minestrone, sceneggiata, toccate e fuga, dico e non dico, il Comitato tranese pro Archivio ha cercato di fare da zattera in mezzo allo tsunami. Ieri Cannito ha lanciato l’ultimo razzo, comunicando la sua “verità”; Bottaro nostro ha risposto giocandosi l’ultima carta, quella del famoso consiglio col parere pro Trani (leggi articolo a parte). Carta e parere che i suoi rappresentanti istituzionali, del Bottaro, in altre/a riunione/i, sembravano aver fatto sparire come il peggiore dei Giucas Casella de noialtri o forse nascosto nella famosa “vrachetta”. Ieri, il finale. Triste. Col Moscatelli, toro seduto del Comitato che chiudeva la mesta giornata con una benedizione laica:”Apprendiamo che il Direttore Generale degli Archivi di Stato non ha preso alcuna decisione rimettendosi al Ministro della Cultura.
Spiace dover constatare la prepotenza del comune viciniore, attraverso il sindaco che pone alla base delle sue rivendicazioni una delibera del Consiglio Comunale di Barletta, peraltro successiva a quella adottata sei mesi prima dal Consiglio Comunale di Trani, senza tener conto delle decisioni adottate nella fase istitutiva della sesta provincia pugliese, anzi rinnegandole..
L’esposto del Comitato pro Archivio di Stato di Trani è sui tavoli ministeriali.
Aspettiamo la decisione e apprendiamo positivamente il fatto che il Direttore Generale degli Archivi di Stato non ha deciso nonostante il sindaco di Barletta e gli altri che lo seguono, siano “assistiti” da un senatore della Repubblica Italiana che, lo abbiamo capito, non fa gli interessi del territorio provinciale ma unicamente quelli della città di Barletta.
Spiace dover constatare il silenzio del Sindaco di Trani che, comunque, dopo aver sottoscritto la petizione non ha fatto sapere alcunchè al Comitato che ha appreso dalla stampa di questo incontro.
Noi ce l’abbiamo messa tutta”.
Stacca tutto, sipario!
