In una riunione di maggioranza tenutasi l’altro ieri il Sindaco Bottaro avrebbe gettato le basi secondo una fonte ben informata, per l’ultima giunta targata col suo nome.

Ultimo azzeramento in vista e poi, tra avvicendamenti e conferme ed al massimo qualche cambio di delega, nascerà quella che dovrebbe essere l’ultima giunta, dopo ben nove anni di amministrazione Bottaro, con l’ultimo tratto, l’ultimo anno che, nonostante i cambi dalla panchina per l’ultimo spicchio di partita da giocare nella floscia era bottariana, non crediamo riserverà grandi svolte o cambi di visione politica/ progettazione o ricadute sulla sbertucciata Trani (dagli altri politici e da altre città).
Tentati dalla duplice opzione per la titolazione, tra lo scontatissimo “tirare a campare” ed il più realistico “schiaffo al morto”, dopo aver dato uno sguardo ai nomi che la nostra fonte di Palazzo ci ha diligentemente fornito, abbiamo optato per la seconda scelta: lo schiaffo…

Ecco le ipotesi di cambio: Antonio Befano al posto di Lucia De Mari ; Donata Di Meo al posto di Carlo Laurora; Alessandro Capone, figlio d’arte di Gianni, ex assessore a sua volta, al posto di Giovanna Pizzichillo (sempre in area Tommaso Laurora); Beppe Corrado al posto di Leo Amoruso; segue un altro nome che il Sindaco non avrebbe ancora reso noto in capo ai cosiddetti “3 moschettieri” (così chiamati a Palazzo, il sottoscritto non c’entra nulla stavolta ).

I “tre moschettieri” (i due Cormio + Cirillo, al prezzo di uno…) dovrebbero incassare un assessore in “capo a loro” che subentrerebbe a Cecilia Di Lernia.
Riconferme per Mino Di Lernia di Sinistra Italiana (un binomio sempre più forte con Bottaro soprattutto perché s’ipotizza una candidatura in Regione per Bottaro proprio sotto le insegne di SI, con possibile candidatura a sindaco per Francesca Zitoli); altra riconferma per Luca Lignola (un Mignons è per sempre e non passa mai di moda); altra riconferma per Alessandra Rondinone e Fabrizio Ferrante, quest’ultimo già impegnato per la prossima campagna elettorale come possibile candidato sindaco in quota PD, se la Debora Ciliento non si mette di traverso, rinunciando alla nuova possibile candidatura in Regione e puntando alla poltrona di primo cittadino. Solo che per le velleità ed ambizioni dei tranesi in Regione (con eventuali transfughi compresi da sinistra a destra, di cui si parla molto negli ambienti) c’è un piccolo particolare, un’inezia, un dettaglio non trascurabile. Ci vogliono i voti. Ed una volta venne Natale… pardon, una volta venne Caracciolo…