Ci fanno o ci sono (i commercianti)? Speculano cavalcando l’onda del momento (guerra, aumento materie prime, benzina per trasporti?) o realmente subiscono a loro volta le impennate dei prezzi e “scaricano” lo stress test degli aumenti ed il lecito bisogno di guadagno sui consumatori? Il fallo è alla fonte o a valle? Di certo abbiamo notato che prendendo quattro o cinque generi alimentari in un supermercato, le banconote da cinquanta volano che è una bellezza e quello che accadeva una volta (cento mila lire di spesa – i 50 di oggi e carrello strapieno) è un miraggio ed un ricordo.

Un commerciante, settore bar, per restare nel tema di ieri, ci confida che a Trani è anche difficile se non impossibile adottare un comportamento uniforme nello stabilire i prezzi, “è difficile accordarsi tra noi ed ognuno tende a fare come gli pare”, ma anche in base al tipo di clientela che ha. Insomma nei quartieri più popolari è possibile trovare ancora prezzi più bassi ed in quelli residenziali e centrali i prezzi volano ancor di più. Traducendo potremmo arrivare a questa conclusione. E della frutta vogliamo parlarne? Meglio di no… alla prossima. Intanto diteci i vostri pareri e raccontate le vostre esperienze. Polli spennati o clienti comunque “dritti”?