Avevo dato notizia di un rimpasto settembrino nella Giunta Bottaro fin da giugno, sia per la scarsezza nel rendimento di certi assessori (Amedeo stavolta tre/quattro sono proprio scarsi e pure tu lo sai e lo hai visto) sia perché c’è da rimettere un po’ d’ordine, come ad ogni giro di giostra & poltrone-sofà tra bisogni (non fisiologici) di taluni consiglieri, esigenze della città (da capire come si vogliano davvero affrontare) e visione politica, se ancora esiste.

Le riunioni di maggioranza si ripetono stancamente (ieri quella su Amet e Amiu già da noi preannunciata), ma ciò che manca è una la vera svolta (scusate il termine ormai inflazionato e reso banale dalla politica inconcludente) per una Trani che richiederebbe una vera e propria cabina di regia che porti a termine questo mandato e crei un ponte già con la futura amministrazione, collaborando con i migliori consiglieri d’opposizione e relegando definitivamente in un angolo i voltagabbana.

Questi ultimi sono sempre pronti per se stessi ma inaffidabili per la città e le Amministrazioni nelle quali cercano di ficcarsi strisciando viscidamente tra il loro passato ed il presente a rischio precariato.

Ecco perché il rimpasto dovrebbe intanto estromettere prima questi ultimi, poi gli incompetenti, poi selezionare il meglio della politica tranese. Solo così potremmo progettare la svolta che noi tutti attendiamo. Se no, rimpasto o no, campagna elettorale o “Hurrà finanziamenti”, promesse o no, differenziata giusta o sbagliata (tutto l’organico insieme, tutto il non riciclabile in un altro momento e non mischiati – questa è osservazione anche metaforica) sarà l’ennesimo schiaffo al morto.

A meno che un’altra bella svolta non la voglia fare la top Player del ramo negli ultimi anni a Trani: la Magistratura. Ma questa è un’altra (difficile) Storia…