Me lo ricordo come in un sogno il signor Ciccillo, con l’immagine ora nitida, ora opaca della memoria che comunque vuole mettere a fuoco una piacevole immagine.
Questo signore anziano, tenero e gentile, con la passione per il proprio lavoro (“con la pioggia o con la neve da Ciccillo… cozze nere”) ha “plasmato” l’immaginario collettivo d’intere generazioni: anche se c’era sempre, lui ed il suo “baracchino” erano il simbolo della spensieratezza e della freschezza estive. Posto com’era, tra il suo ombrellone e gli alberi (pini mediterranei e tamerici) che facevano da cornice, con quella immancabile brezza profumata di mare (quando il mare era più pulito) che si avvolgeva al profumo delle cozze. Un trionfo di odori e di sapori (famosa la frase di Ciccillo: “Queste cozze so’ nu’ prusutt”).
Ciccillo è appartenuto a quella categoria di venditori che facevano il loro lavoro più per passione che per guadagno e la sua attività era un punto d’incontro e riferimento, come succedeva per le botteghe di una volta. Quei limoni finti appesi ad un palo improvvisato erano il simbolo del richiamo, come la frasca per i venditori di vino: lì le cozze si potevano mangiare crude, con una spruzzata di limone. Ciccillo, la pinetina sul lungomare e la Grotta azzurra alle spalle, col mare azzurro di Trani. Uno spettacolo d’altri tempi, una gioia per i sensi dei tranesi.
Ringrazio ancora per questa e le prossime foto per le seguenti puntate, ogni sabato, il gruppo Facebook “Trani nelle cartoline e nelle foto d’epoca”, che come già detto, attraverso i suoi numerosi componenti (oggi tra gli altri citerò Lorenzo Antonicelli e Vito Fanelli) svolge un compito encomiabile: salvare e tramandare le nostre tradizioni almeno attraverso le immagini; il sottoscritto cerca di farlo attraverso la scrittura, sicuro di fare cosa gradita per i tanti lettori appassionati di Trani, quella innocente, bambina, felice di una volta.
