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Parla una familiare (in isolamento) di un malato Covid: «Non abbandonate i positivi soli e anziani»

In esclusiva per Trani.News24.City

Tra medici di famiglia che spesso, da quanto ci segnalano vari lettori, non stanno rispondendo alle chiamate, tra Asl oberata dalle segnalazioni e dai tamponi da programmare, tra Amiu che dovrebbe ritirare i rifiuti delle persone risultate positive, in mezzo all’avvio difficile della Raccolta differenziata, ci sono categorie di persone, specie anziane, che rischiano di avere la peggio, come suol dirsi.

Data la condizione difficile, d’isolamento, in cui si viene a trovare la persona positiva e per giunta con sintomi, ci sarebbe anche “una aggravante” che si verrebbe a verificare: il rischio che chi non ha parenti che dall’esterno possano supportare l’ammalato per le necessità di base (spesso si tratta anche di coppie) ed in isolamento, rischia di vivere un vero e proprio purgatorio.

Una parente di un nostro concittadino risultato positivo ci racconta: “Dopo l’inizio dell’isolamento è stato detto solo al nostro familiare e a noi che avevamo avuto contatti con lui, di restare a casa e non uscire perché se no avremmo rischiato di compiere un reato penale. Dopo quella telefonata, né il medico di base, né l’Asl hanno dato segnali per monitorare la situazione del nostro parente e se non ci fosse stato un altro componente della famiglia che vive solo e non aveva avuto alcun contatto con noi, non avremmo nemmeno potuto gettare i rifiuti (ci fa sapere che c’è un servizio specifico di Amiu con l’ausilio di una cooperativa per assolvere a questa funzione). Ma nessuno è venuto a santificare il portone del mio parente, né a prendere i rifiuti.

Quindi facciamo un appello ai medici di base e alla Asl perché abbia un occhio di riguardo per persone sole e magari anziane che in questo momento possono vivere un doppio isolamento: quello umano e quello dovuto al Protocollo.

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