E rimanemmo con un “santino” in mano…

 

 

 

Nell’infinita contesa tra cittadini e politici, in quel perverso rapporto di odio-amore, c’è una partita particolare: quella delle campagne elettorali. È durante queste che il cittadino può segnare, molto spesso, il gol della bandiera all’interno di una competizione in cui il politico vince di solito per 10 a 1. La competizione è quella de “La presa per i fondelli”.

Solo in questo periodo il cittadino può far credere al politicante di turno, di poterlo votare ( glielo chiedono in 20, come minimo, e quindi 19 verranno presi per il sedere).

Ed ora, solo ora, i cittadini, potranno prendersi la rivincita rispetto alle tante prese per i fondelli che i politici infliggono loro, nell’arco della vita passata insieme.

Poi però ci sono le campagne elettorali “incarognite”, quelle del santino selvaggio e Trani non ha fatto eccezione. Quelle in cui i politicanti “minacciano” il cittadino di poter controllare che il voto sia dato effettivamente ( novelli e provinciali componenti del Kgb de noiartri).

Quella in cui il sindaco uscente, nell’ultimo comizio, invece di volare alto e prefigurare progetti per il futuro, va ad attaccare uno come Pinuccio Tarantini che ha fatto il sindaco 10 anni fa, con l’aggravante dell’allusione poco elegante nei confronti dell’attuale competitor del cdx, Palumbo, “di voler fare il sindaco per interposta persona”, come scriveva in un post il giorno dopo lo stesso Tarantini.

Da Bottaro mi sarei aspettato un’azione alla Maradona, se proprio dobbiamo rimanere al passato, invece si è comportato come l’ultimo degli interisti che nelle conversazioni da bar, finisce sempre a recriminare sul rigore di Iuliano.

È stata una campagna elettorale incarognita e povera di contenuti. Con le solite promesse false come una banconota da 9 euro. Con il grande sponsor che campeggiava idealmente dietro le facce di tanti: la birra Peroni.

Qualunque sia l’esito (mentre scrivo è in atto lo spoglio), non ci resta che un “santino” in mano, ad eccezione dell’unica battuta degna di nota, scritta da un consigliere comunale uscente: “una cosa buona queste elezioni l’hanno fatta: riportare nelle scuole diversi candidati, durante le operazioni di voto, per monitorare il territorio e farsi vedere.

Che visto il livello, anche d’istruzione di molti, per non parlare di preparazione in politica e diritto (ora si pretende troppo) è un’immagine che, almeno come simbolo, (lor signori ed una scuola vicini) rinfocola il nostro cuore.

Ps: credo che il nome di questa nuova rubrica credo non abbia bisogno di spiegazioni. Ogni riferimento al pelo e contropelo non è puramente casuale…