Omicidio Gomes: accolto il ricorso della Procura di Trani, Lomolino potrebbe tornare in carcere

Omicidio Gomes: accolto il ricorso della Procura di Trani, Lomolino potrebbe tornare in carcere

I fatti risalgono al 2007, si dovrà attendere la determinazione della Corte di Cassazione

La terza Sezione Penale del Tribunale di Bari ha parzialmente accolto il ricorso della Procura della Repubblica di Trani che aveva impugnato il provvedimento di revoca della misura cautelare in carcere per l’omicidio di Gomes Aldomiro del 2007 nei confronti di Patrizio Romano LOMOLINO, classe ’81, noto alle forze dell’ordine.

Questi, infatti, il 18 novembre 2018 era stato attinto dalla misura cautelare in carcere su richiesta della stessa Procura poiché a seguito di risultanze investigative promananti da dichiarazioni di collaboratori di giustizia, sul conto del LOMOLINO venivano raccolti chiari indizi di colpevolezza circa l’omicidio in disamina.

L’indagato, congiuntamente ad altro sodale, si sarebbe appartato con il Gomes a cui veniva richiesta, sotto minaccia, una somma di denaro che lo stesso si rifiutava di corrispondere. A quel punto il LOMOLINO si sarebbe scagliato contro la vittima cagionandone la morte in maniera molto cruenta.

A distanza di diversi anni le dichiarazioni di più collaboratori attribuivano in modo univoco la responsabilità al LOMOLINO che, si ricorda, è sottoposto a misura cautelare in carcere per estorsione commessa sempre a Trani agli inizi del 2019.

In un primo momento le affermazioni di uno dei collaboratori accusatori del LOMOLINO non sono state ritenute attendibili e il fatto che quest’ultimo abbia confessato a diversi esponenti della criminalità locale la commissione dell’omicidio è stata giudicata un “millanteria” finalizzata ad acquisire nel tessuto criminale locale ancor più “autorevolezza” concorrendo a rinforzare la propria “fama criminale”.

La Procura della Repubblica di Trani, nell’impugnare il provvedimento di revoca della misura cautelare, ha tenuto ad evidenziare l’attendibilità di altri collaboratori di giustizia che confluiscono concordemente sul fatto che a cagionare la morte del Gomes sia stato proprio il LOMOLINO.

La parzialità della riforma del provvedimento risiede invece nel fatto che se da un lato le dichiarazioni dei collaboratori sono concordi sull’omicidio, non vi sono elementi concreti e riscontri utili a far risalire il fatto di sangue ad una “rapina finita male” a cui, tra l’altro, fa riferimento il collaboratore ritenuto inattendibile.

Pertanto il provvedimento emesso dal Tribunale di Bari non accoglie il ricorso della Procura di Trani in ordine alla tentata rapina ipotizzata come “movente” dell’omicidio.

Al momento la misura cautelare non è immediatamente eseguibile poiché si dovrà attendere la determinazione della Corte di Cassazione la quale dovrà pronunciarsi qualora i legali del LOMOLINO vi dovessero ricorrere.

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