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Bandiera blu e Vele blu, non solo immagine: obiettivi per la Blue Economy della BAT

Trani ha ricevuto il riconoscimento "Vele Blu" , ma in una scala che va da 1 a 5 Vele si è fermata negli ultimi anni al massimo a 2

Nei giorni scorsi si è tenuto a Roma presso il Ministero dell’Ambiente un incontro con i Comuni costieri della BAT, la Provincia BAT, la Regione Puglia per la definitiva intesa sull’utilizzo di 15 milioni di euro previsti dalla Legge di Stabilità 2016 a valere sul triennio 2016-2018, di cui un terzo dovrà essere impegnato entro la fine del 2016.

Si tratta di una notizia importante sotto un duplice punto di vista: il primo riguarda la possibilità di affrontare le emergenze di difesa della costa della BAT, il secondo riguarda l’avvio del processo di elaborazione di una strategia di lungo periodo di sviluppo sostenibile del sistema costiero della BAT. La disponibilità di 15 milioni di euro per interventi di difesa della costa BAT è un primo risultato importante dell’accordo siglato nel 2014 fra i comuni di Bisceglie, Trani, Barletta, Margherita di Savoia, la Regione Puglia, la Provincia BAT, il Politecnico di Bari e Università di Pescara-Chieti. Si tratta di un accordo finalizzato ad affrontare le grandi sfide dello sviluppo sostenibile del sistema costiero della BAT, che sono sfide di natura ambientale, ma anche di natura economica, sociale, urbanistica; tutte sfide da affrontare per il miglioramento della qualità della vita delle comunità locali, così come per rendere il territorio della BAT più attrattivo.

Adesso incombe l’obiettivo di predisporre quanto prima la progettualità richiesta dal Ministero per evitare di perdere i finanziamenti ottenuti. Ma la vera grande sfida che si apre alle comunità locali, agli operatori economici, alle istituzioni locali è quella di intraprendere un percorso programmatico in grado di elaborare e attuare una strategia che punti all’attuazione locale della politica europea per gli affari marittimi e la pesca, così come all’attuazione del Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale.

Occuparsi di coste e di mare apre le porte a quella che nei tempi attuali viene definita “economia del mare” o “blu economy”, un’economia che coinvolge un’articolata filiera di attività, dai contorni sfumati, ma in cui rientrano certamente il trasporto di merci e persone, la pesca e l’acquacoltura, la cantieristica, i servizi di alloggio e ristorazione, la ricerca e la tutela ambientale, le estrazioni marine, le attività sportive e ricreative. L’importanza dell’economia del mare è stata riconosciuta dall’Unione europea che ha creato un fondo specifico che si occupa della pesca e più in generale degli affari marittimi.

Si tratta del FEAMP, dotato per il periodo 2014-2020 di 6,4 miliardi di euro, di cui 537 milioni assegnati all’Italia, che sostiene i pescatori nella transizione verso una pesca sostenibile, aiuta le comunità costiere a diversificare le loro economie, finanzia i progetti che creano nuovi posti di lavoro e migliorano la qualità della vita nelle regioni costiere europee, agevola l’accesso ai finanziamenti.

Un altro quadro di riferimento programmatico per lo sviluppo della costa della BAT è quello del Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale di recente approvazione, che al proprio interno contempla il Progetto Strategico Territoriale 3 – Il sistema costiero, finalizzato a creare uno scenario programmatico di interventi di varia natura fra loro integrati e coordinati. Quello che si intende porre al centro dell’attenzione delle istituzioni locali in questa sede è l’importanza di ancorare il processo programmatico e progettuale del sistema costiero della BAT a obiettivi dal forte valore evocativo quali possono essere l’ottenimento per la costa della BAT della Bandiera Blu assegnata dall’organizzazione internazionale FEE, e delle 5 Vele Blu assegnate da Legambiente e dal Touring Club Italiano.

Per quanto riguarda il riconoscimento delle Vele blu solo Trani nella BAT ha questo riconoscimento, ma in una scala che va da 1 a 5 Vele si è fermata negli ultimi anni al massimo a 2, rispetto a Polignano a Mare, Otranto, Melendugno e Castro che veleggiano a 5 Vele.

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