Un vero e proprio botta e risposta tra il consigliere Gianni Loconte e l’ex assessore Rosa Uva.
Il consigliere Loconte scrive: «La signora Uva predica bene (onestà intellettuale) e razzola male perché mente sui dati: le borse lavoro che la Amministrazione Riserbato riuscì a far partire furono solo 15 e non 38 come lei lascia credere… Del resto tra lo strumento delle borse lavoro e quello dei Cantieri Sociali c’è una differenza politica abissale: per le borse lavoro è sufficiente un approccio notarile (che evidentemente la Uva conosce bene) mentre per i Cantieri Sociali serve una strategia politico-sociale e una forte alleanza col Terzo Settore. A questo proposito vogliamo rassicurare la Uva che ci tiene a far sapere cosa ha fatto quando era assessore: non si preoccupi, la città sa bene cosa ha fatto l’Amministrazione Riserbato e soprattutto il Terzo Settore sa bene in che condizioni la Uva ha lasciato i servizi sociali in questa città».
E immediata arriva una nuova replica di Rosa Uva: «Non per facile polemica, perché non mi appartiene, a differenza di quanto vedo da altre parti politiche, ma ricordo al sig. Loconte che l’avvio delle borse lavoro, durante il mio mandato, ha rappresentato un modo trasparente e soprattutto giuridicamente normato di inclusione socio-lavorativa rivolto alle persone svantaggiate attraverso il coinvolgimento attivo delle realtà produttive locali. Con le risorse non ancora spese delle borse lavoro, perché il numero delle imprese ospitanti che all’epoca ha manifestato l’adesione non era tale da avviare borse per 38 persone, l’attuale Amministrazione ha riaperto il “mio” bando per le imprese, a cui ha partecipato l’AMIU (forse orientato?) come soggetto ospitante e pertanto è stato possibile avviare il resto delle persone alle attività di pulizia delle spiagge, sempre attraverso l’istituto delle borse lavoro. Risorse economiche del Piano di Zona 2010-2012. Mi chiedo, senza essere un notaio, ma un soggetto dotato di un comune cervello, se esiste già la procedura dei Cantieri di Cittadinanza, perché implementare strumenti locali NON normati quali i Cantieri Sociali, dove per le risorse messe a disposizione dalla Regione si è riuscito a dare risposta solo a poche persone? Non era più logico scorrere quell’elenco di persone beneficiarie che rispondono ai requisiti di povertà individuati dalla Regione e dal futuro RED? Quale rivoluzionaria strategia politico-sociale tranese c’è dietro ai Cantieri Sociali che addirittura supera la strategia regionale dei Cantieri di Cittadinanza, del Reddito di dignità e quella nazionale del SIA? Invito il signor Loconte a documentarsi, studiare e, ove fosse difficile la comprensione del tema, a chiedere aiuto. Fa comunque piacere che, per sua stessa ammissione, l’attuale amministrazione continui ad operare nel solco da me tracciato e, sommessamente, aggiungerei grazie al duro lavoro svolto dalla sottoscritta. Andava solo pubblicamente ammesso, ma probabilmente, visto il livello di “accondiscendenza da cortile”, molti sono abituati politicamente più a “razzolare” che a lavorare».
Si attendono repliche.





































