In un momento storico in cui la politica tranese sta assumendo sempre più i contorni ed i contenuti degni della peggior Rita De Crescenzo (con tutto il rispetto), eviterei di andare tra la gente, specie nei quartieri più vessati dalla mala amministrazione degli ultimi anni, come ha fatto recentemente il sindaco Galiano.
Fuori dall’ipnosi da campagna elettorale, in cui ogni bel discorso ammalia, narcotizza il popolino e fa letteralmente sognare, dopo un centinaio di giorni di governo “estivo”, leggero, diventa più difficile raccogliere lodi e strette di mano ed incoraggiamento, al di fuori di qualche lecchino già beneficiato in passato ed ancora grato.
Se poi pensiamo che gente come quella del Quartiere Stadio ha un carico da 90 degli undici anni di’immobilismo da parte degli stessi che hanno candidato Galiano, pensiamo che sarebbe meglio andare tra la gente quando si abbia in mano qualche risultato concreto e sostanzioso, risolutivo, non quando ancora sembra che si navighi a vista.
E va bene che era estate e la navigazione a vista ci sta, ma ora, a settembre, parafrasando il Poeta, sarebbe ora di andare spediti e governare ed incidere ed intervenire sui grandi nodi cittadini.
Per esempio, restando allo sventurato nodo di via Corato – ex passaggio a livello, sottopasso, cittadini imbufaliti per anni d’immobilismo, sindrome da ghetto – , cosa si aspetta a procedere col sottopasso che metta in comunicazione via Ponte Romano e piazza XX settembre?
Mi fa piacere che a fine estate, dopo un blocco ferragostano che ha il sapore del dilettantismo puro allo sbaraglio, i furgoncini dei panini, come dal sottoscritto suggerito sin dallo scorso anno (la gente a Colonna perdeva l’aria) siano stati sistemati sul vialetto di lungomare Mongelli che, per l’incuria degli eletti & rieletti, stava diventando un altro ghetto buio e pericoloso, cacatoio per cani e umani.
Settembre, andiamo, è tempo di amministrare per davvero. Credo sia finito il tempo dei sermoni, delle scuse, in tutti i sensi, dell’importanza data ad una politica che invece di riprendere modelli come quelli di Pastore o Perrone Capano, sembra più dare spazio e potere a modelli in stile Rita De Crescenzo, con consiglieri che accedono ad atti ed informazioni di enti municipali per poi spiattellarli sui social e sparare “minacce”, in base a quelle conoscenze acquisite, a destra e manca?Altro che le scuse per culi ai semafori. Ma non pensa il Galiano che siamo dinanzi a forme d’infrazione della legge morale, insomma sul rischooso crinale borderline della mancanza “morale” (ci ha promesso una politica trasparente e onesta) ma anche di quella della convivenza umana, quella che regola le leggi scritte e non scritte consorzio umano? Del tipo: “So questa cosa e se mi vieni contro la sfrutto contro di te”)?.
Mi sembra di riascoltare uno dei motti di Trump :” Se mi fotti una volta, io ti fotto cento volte!” E Galiano farebbe passare questa roba qui? Altro che sessismo…
E va bene che si è vinto coi voti dei “fascistoni/e”, ma ora mi sembra che si stia esagerando.
Al di là della “leggera” feccia estiva (citazione per Vannacci visto che siamo in tema) ora però ci sarebbe da fare qualcosa per cui si è stati eletti e poi profumatamente pagati: governare.
Butto lì qualche “nodo”…
Che si deve fare col Supercinema e Impero? Ad Andria stanno partendo con un luogo di diffusione culturale nuovo di zecca, con l’aiuto ed il giusto coinvolgimento dei privati, non come a Trani, con mutui monstre coi soldi dei cittadini.
Che s’intende fare con la revisione del contratto dell’illuminazione pubblica? Ampie zone della Città sono all’oscuro e la stagione autunno invernale è alle porte.
Che si fa con la Darsena che rappresenta un gioiello grezzo e abbandonato nel comò della mala politica?
Che si fa coi parcheggi? Non basta la gara per i prossimi fortunati ma ci vuole una “politica”, una strategia dei parcheggi, la realizzazione di un parcheggio sotterraneo grande e gratuito, ad esempio od un autosilo, modello Bari, andando oltre il pasticcio in umido alla stazione.
Chiudiamo una stagione di politica con troppe parole- , si va dal sofismo vendoliano di Galiano, alle parolacce dei consiglieri sui social che rivendicano, come fece Sgarbi (e so due, dopo Trump) la giustificazione dell’utilizzo delle stesse da parte di Pasolini, Carmelo Bene e suggerirei anche Gide se vogliamo fare gli intellettuali di destra, visto che stiamo valutando un’amministrazione più di destra che di sinistra, nei fatti.
Ma poi di Pasolini o Bene manco l’ombra e vedi solo in circolazione delle Rite De Crescenzo…
Ci sono delle scuse pubbliche pure per il livello raggiunto? Non credo proprio, direbbe Razzi.





































