A metà strada tra una novella del Decameron di Boccaccio ed una scena alla “Amici miei”, ecco la beffa del parcheggio riservato finto.

“Solo a Trani”, oltre ad essere il nome di una delle prossime liste civiche “fungo”- ci sarebbe anche la variante “Tutt’ a Tran’ ” -, potrebbe essere il titolo dell’ennesimo assurdo episodio di “anarchia coatta e de noialtri”, con tutto il rispetto per il movimento anarchico.

Suona così la scena del soggetto (pure scovato dagli “Zenigata” tranesi, ma come hanno fatto?) che ha deciso di taroccare un cartello di parcheggio riservato, piazzarlo in un’area vicina al Lungomare e abbindolare i poveri residenti che di fatto non hanno parcheggiato in quell’area, rispettando il falso divieto. Bravi il consigliere Vito Brana’, che meriterebbe il posto di vigile ad honorem, e Angela Mercorio a segnalare la malefatta, ma ragazzi, che beffa… da far invidia al miglior Monicelli.

Vabbé, con tutto il rispetto per i nostri Vigili (oggi abbiamo fatto un po’ di satira), ma sempre meglio la beffa del finto “riservato” (che poi, mi chiedo, chi avrebbe beneficiato del tarocco? I parenti di Milano? I parenti della moglie? Gli amici del calcetto?) che i mega Suv parcheggiati sui marciapiedi ogni sabato e domenica, senza che si veda lo straccio di una multa. Anche grazie al favore delle tenebre, da alcuni mesi particolarmente “imperanti” qui a Trani.