Teniamoceli stretti gli ultimi giornalisti buoni rimasti, quelli che non hanno paura di denunciare i soprusi del Potere contro i derelitti della società, quelli che riescono a fare ancora delle domande scomode e non slinguate raccapriccianti (già lo scrissi: uno fra gli ultimi esemplari che fanno ancora “domande” è Roberto Straniero).

Teniamoceli stretti quelli come Mario Schiralli, Tranese della Settimana nominato dal sottoscritto, in quanto giornalista che per anni ha lavorato alla Gazzetta del Mezzogiorno ed oggi, pur in pensione, non disdegna, per mezzo dei social, di compiere denunce coraggiose.

Basti pensare alle ultime, contro un sistema sanitario a dir poco scandaloso e che a Trani una manica di politici incapaci, in collaborazione con una manica di politici volponi (non tranesi) ha contribuito a mortificare, scarnificare, annullare.

Mario Schiralli, partendo dal suo esempio personale, ha avuto il coraggio, a fronte di svariati colleghi in servizio come leccaculi, ha denunciato la mortificante e scandalosa situazione delle lunghe liste d’attesa nel nostro sistema sanitario locale. Alla faccia dei proclami sul taglio delle liste d’attesa (buu, boom, cazz…- intermezzo futurista-).

Attese di anni per una visita, su persone già anziane: un vero affronto ad una fascia di popolazione debole. Ma il vecchio Mario non si fa mancare denunce pesanti sullo stato del verde pubblico, dello stato irrispettoso di strade e marciapiedi (a rischio gli anziani che vanno incontro a rovinose e/o letali cadute).

Teniamoceli stretti quelli come Mario Schiralli perché il giornalismo, nonostante le tante pecche del settore, resta un baluardo per la difesa dei diritti dei poveracci, irrisi dal Potere e puntualmente perculati sotto elezioni (a proposito, ormai ci siamo). Grazie Mario, continua a denunciare.