Non vorrei peccare di lesa maestà ma mi sembra che ci stiamo abbonando alle star un po’ stagionate per brindare a Capodanno o per utilizzare le nostre piazze gioiello. E prima Simply Red, poi Raffaelle, ora Tony. Ma mi sembra pure giusto: rimasti senza Casa di Riposo ( ma, a proposito, invece di gettar soldi a pioggia ogni anno per il walfare pre elettorale, non si potrebbe risparmiare per offrire servizi per gli anziani o per i bisognosi in genere?), riamasti senza Casa di Riposo, si recupera coi cantanti da Cappuccini. Ma i cantanti servono, eccome, sono autentici “scaccia pensieri” rispetto alle pesanti incognite che si profilano all’orizzonte. Quindi, Cappuccini o no, “ben” vengano. Tanto per fare un esempio, a due passi dal palco di Tony giacerà, come sempre una Darsena che potrebbe diventare, in vista dei futuri progetti e affidamenti, un doppio e triplo nodo, oltre al futuro stesso di Amet e del business parcheggi (le dimissioni lampo di Paolo Paradiso, pur giustificate ufficialmente da motivi personali e professionali, ci fanno riflettere, mentre in cuffia, ascoltiamo Tony in sottofondo). Ma vabbè: fregola di fine anno porta via tutti i cattivi pensieri, compresi quelli sul Porto da incubo: non “dragato” e puzzolente. Buon 2025.




































