«Le schifezze dobbiamo vedere! Le schifezze, la sera, quando ci affacciamo ai balconi ed è tutto buio, per illuminazione insoddisfacente o carente, mancante in alcune zone del parco e vediamo di tutto, porcherie comprese». È una denuncia a metà tra lo schifato ed il pudico, quello di una concittadina residente a ridosso del Parco di via delle Tufare. Non vuole aggiungere altro ma le porcherie vanno da pomiciate esplicite tra coppiette, con ragazzine giovanissime, bisogni (specie pipì) espletati specie nelle zone d’ombra e vandalismi di varia natura. È uno sfogo duro quello che la nostra concittadina decide di fare in esclusiva a Trani News 24 City (“ho visto che altre testate si erano occupate della situazione del parco, ma non è stato detto tutto”).

La rassegna della rumba delle vergogne di questo parco inaugurato a suo tempo e poi abbandonato da Dio e dagli uomini ci mostra il peggio del peggio in quel solito binomio tra assenza delle istituzioni e inciviltà di chi frequenta il luogo: illuminazione insufficiente che favorisce gli impuri atti dal punto di vista civico; sorveglianza nulla; secchi e cestini, persino un pezzo di trave di legno e pietre gettate sulla pensilina (ormai manca solo una clava per ritornare alla più consona età di Neanderthal); terreno incolto e pieno di fazzolettini sporchi (aridalle… sesso e sporco senza samba). Una galleria dell’horror civico, tutta l’educazione civica minuto per minuto e rinnegata di giorno in giorno. Dal manuale: “Come disamministrare una Città e ritornare (infelici) all’Etá di Neanderthal.”