Non ho mai molto creduto a queste statistiche e classifiche troppo “generaliste”, dispersive ed il più delle volte impossibilitate a tener conto del reale contesto, di dettagli positivi che non figurano nei parametri larghi.

Credo che non tengano conto di singole personalità ed attività che, magari nell’anonimato e senza passare dai monitor del Sole 24 ore e compagnia, un po’ di questi benedetti servizi riescono ad offrirli. Certo, poi bisogna riflettere su alcuni punti già esposti da queste colonne online in altre occasioni, le cose che ci diciamo tra di noi, quando il Sole 24 o chi per lui spegne i riflettori e se ne va, lasciandoci in fondo a quella classifica.

Quando parliamo tra di noi lo sappiamo che non possiamo cullarci solo sui Dialoghi di Trani come fossero l’acquasantiera delle nostre coscienze di tranesi e cittadini della Bat. Non possiamo valorizzare solo Palazzo Beltrani, dimenticandoci di altri luoghi tranesi, potenziali contenitori culturali che non vengono raccordati da una cabina di regia che coniughi recupero urbanistico e architettonico con le tante risorse umane giovani e meno giovani (amici di politici ed assessori a parte, vecchia consuetudine da paesino arretrato che si perde nella notte dei tempi tranesi) che restano inespresse o sono costrette a trasferirsi.

Aver reso Porto e Centro storico un’enorme mangiatoia a cielo aperto, con invasione “serpentesca” di tavolini e slarghi catramati per zompettare col bicchiere in mano d’estate ed in primavera, ci richiama ad una riflessione su quella posizione? Ok abbasso le classifiche che non “leggono” e non analizzano Trani e Bat tra le righe, ma un po’ di mutande sporche nell’ambito socio culturale bisogna che ce le laviamo…

Se Trani è senza auditorium e Teatro, con cinema e scuole abbandonati e risorse umane costrette alla partenza con zainetto in spalla, molto diverso da quello d’ordinanza bottariana, poi chi glielo dice al Sole24 ore?