«Siamo nel 2026 e a Trani c’è ancora chi dorme sulle panchine. È devastante. È inverosimile. Ma è la verità». Lo afferma la consigliera comunale Raffaella Merra, del gruppo Guarriello Sindaco, che solleva il tema dell’emergenza abitativa in città con un’interrogazione rivolta all’Amministrazione.
Non è un modo di dire, precisa Merra: si tratta di una signora, e non è la sola, che da anni dorme su una panchina in città, sotto gli occhi di tutti. Una donna sola, fragile, senza una casa, che è stata segnalata, vista e fotografata, ma che nessuno prende davvero in carico. Per la consigliera la ragione è «che si è troppo presi a posizionarsi, impegnati a cercare sedie comode, poltrone e assessorati, mentre c’è chi una sedia non ce l’ha nemmeno per dormire. È questa la vergogna più grande», dichiara.
Merra ricorda che il bando per le case popolari è stato finalmente pubblicato con determinazione dirigenziale n. 1237 del 21 agosto 2026, ma si interroga su quanto sia davvero accessibile. La realtà, sostiene, è che tantissimi cittadini non riescono a compilarlo: persone anziane, persone sole, persone senza Spid, senza computer, senza dimestichezza con piattaforme e caricamento di documenti. «Il diritto alla casa non può dipendere da un click che non si sa dare». A suo dire l’ufficio Casa del Comune, che dovrebbe essere il punto di riferimento, non aiuta nella compilazione: le persone vengono rimbalzate e invitate ad andare online o a rivolgersi altrove. «Ma chi non ha i soldi per pagare l’affitto, come può pagare per farsi compilare una pratica?», chiede la consigliera. Serve, aggiunge, un presidio vero: non un link su un sito, ma persone, con una sedia e una scrivania davanti, che prendano in carico le domande, a partire da quella signora sulla panchina.
C’è poi, osserva Merra, una seconda verità ancora più scomoda: quante famiglie rischiano di uscire di casa dopo questo bando e dove andranno? Un bed & breakfast pagato per qualche giorno dal Comune, afferma, non è una soluzione abitativa ma «un parcheggio per poveri». Intanto le case di Arca Puglia e quelle comunali restano vuote o in attesa di ristrutturazione, la povertà aumenta e i giovani se ne vanno perché in città mancano lavoro e casa. Nessuno ha la bacchetta magica, conclude su questo punto, ma l’emergenza non si risolve pagando una singola bolletta di luce o acqua e va affrontata alla radice.
Per queste ragioni la consigliera chiede all’Amministrazione:
di conoscere il numero di procedure di rilascio o sfratto per alloggi Erp di Arca Puglia Centrale attualmente in corso a Trani e dove l’Amministrazione intenda ricollocare i nuclei interessati, a partire dai casi di estrema marginalità già presenti in strada;
l’attivazione immediata dello Sportello Casa e del Tavolo permanente sull’emergenza abitativa, come previsto dalla mozione n. 90/2026, con personale dedicato al supporto alla compilazione, accessibile senza appuntamento e con aperture decentrate nei quartieri;
la stipula di un protocollo urgente con Caf e patronati del territorio per garantire assistenza gratuita alla compilazione delle domande del bando;
un report pubblico sullo stato del patrimonio di Arca e del Comune di Trani, con il numero di alloggi vuoti, quanti necessitano di ristrutturazione e quali siano i tempi di reimmissione nel circuito di assegnazione.
«La povertà non aspetta. E una panchina non è una casa», conclude Merra.
