Home Politica Era già tutto previsto ma l’opera è rimasta incompiuta

Era già tutto previsto ma l’opera è rimasta incompiuta

Le dimissioni di Marco Galiano, una città dimessa...

Alla fine ha avuto la meglio il dottor Marco, il Maestro Marco, il preside che ti dice sempre “vai, e la prossima volta non lo fare più”, con un sorriso ed il sopracciglio alzato alla Carlo Ancelotti. Il Mister Galiano , cinico e spietato forse diverrà un personaggio dei fumetti, resterà nell’immaginario.

Alla fine ha deciso che bisognava accartocciare e fare una palla da gettare nel bidone delle cartacce con i foglietti dei nomi per le nomine, le linee del manuale Cencelli pur sottoscritte fidandosi dei giocatori che si erano seduti al suo tavolo, le pagine dell’agendina con scritte le rose degli assessori che aveva ingoiato (la giunta era politicamente scadente e priva di esperti ai rami) e gli schemi sul dimensionamento (pur approvato). Gli assessori imposti dai partiti dai quali ha aspettato le dimissioni fin dal primo giorno in cui si era dimesso. Perché non li hai azzerati subito?

Il prezzo dell’inesperienza che, lo ribadisco, passa anche dal compromesso che non è che non ha voluto sottoscrivere ma non sapeva proprio gestire, alla fine è alto, ma non lo lascia in mutande. Torna in un luogo meraviglioso: la scuola.

Un uomo di scuola e di sindacato che ad un certo punto ha dato all’esterno una percezione diversa di quello che poi è stato in effetti (per vincere ha mostrato il suo lato più dinamico e vincente: una dialettica che ha creato grandi aspettative nell’opinione pubblica ed in chi lo ha votato sulla fiducia).

Anche lui deve aver avuto una percezione diversa del mondo in cui entrava, quello politico. Deve essere rimasto fermo ai tempi di una politica fatta di persone più genuine e buone, ai tempi di un sindacato in cui era bello risolvere in quattro e quattr’otto le problematiche dei docenti coi dirigenti e viceversa e poi via, tutti a cena in un buon ristorante con i colleghi in trasferta.

Il mondo della politica si è invece parecchio incattivito come il resto della società e la misura del bravo politico è data dalla capacità di spuntarla, di far passare il nome dello sponsorizzato per la nomina. Ed è un mondo più vendicativo. Chi non sa imporsi è un fesso, uno sclerotico.

Entrato in questo ambiente Marco ha cominciato a temere, come già successo ad altri sindaci, nemici e traditori, agguati e denunce. Il pelo sullo stomaco non lo aveva ancora sviluppato e come ha scritto giustamente un mio lettore, non lo avrebbe sviluppato manco fra 30 anni. La promessa discontinuità con chi lo ha preceduto, motivo per cui spesso si è fatta ironia (compreso il sottoscritto, lo ammetto, ma fa parte del mio stile) è diventata impossibile.

Si è man mano limitato a rapporti più stretti con pochissimi consiglieri ed assessori, ha avvertito la “freddezza” del Palazzo, che è qualcosa di atroce, specie per un neofita (qui ci sarebbe voluta l’esperienza di fregarsene), ma l’uomo è sensibile e crede nei rapporti umani, -tanto che gli piace perculare ed essere perculato- ma quando vede la cattiveria ed il desiderio di ostacolarlo con malizia, prende definitivamente le distanze. La stampa ha fatto il suo dovere, ma chi gli stava intorno e avrebbe dovuto supportarlo ed incoraggiarlo non aveva esperienza, conoscenze e quel minimo pelo sullo stomaco per formare una falange davanti a lui e aiutarlo a procedere.

Terra bruciata dopo le movimentate dimissioni, dichiarazioni che tra la casta hanno creato un temibile precedente (se l’ha fatto una volta, lo farà ancora con chiunque, devono aver pensato). Topi già fuori dalla nave.

Fino all’atto finale : aspettava un segnale forte dalla giunta (dimissioni senza se e senza ma). Qualche trattativa sulla forma, tergiversare ormai non si poteva, ma forse per qualche ora si è fatto. Lui ha capito che non era un ruolo adatto alla sua personalità e lo ha scritto ieri.

Torna per davvero a fare il preside e chi non ci aveva creduto per via del poco tempo (troppo poco 4 mesi per provarci) deve ricredersi per sempre. Andiamo Marco e non lo facciamo più.

Però pure tu, quando ti sottoposero le liste non ti eri studiato i personaggi, i profili dei candidati, non avevi preso informazioni sul modus operandi di molti? Chi ti ha curato le liste? Ti è mancato un fedelissimo in quel momento? Ti ricordi quando ti dissi:” Vuoi metterti a fare battaglie con quelli?”. Era già tutto previsto, ma l’opera di risanamento della politica tranese è rimasta a metà. Al prossimo “spietato” a pelo lungo. Sullo stomaco, s’intende.

Exit mobile version