E rientrammo nella magia del Teatro grazie ad Enzo Matichecchia e Lella Mastrapasqua della Compagnia dei Teatranti, Direttori artistici della rassegna “Teatro a Corte” in seno al ricco cartellone “multidisciplinare” di Palazzo Beltrani. Come dire: e uscii a rivedere le stelle, citando il sommo poeta. Nella Trani senza teatri ogni occasione (grazie Enzo, Niki, Lella) è buona per rivedere stelle e scena.

Sabato scorso è stato il Patarak. Ma di quelli organizzati, che non ti lasciano sulla poltrona inebetito, ma che ti diverte e ti spinge nel caos organizzato, dallo “scazzo” alla citazione colta, dalla leggerezza alla sorpresa.

Mischia tutto, batti le mani, inventane un’altra ed ecco materializzarsi davanti ad un pubblico stimolato ed incuriosito, la frizzante e giovane compagnia del “Teatro Irregolare” di Bari.

I finti folli, giullari sorprendenti e registi di sé stessi in balía del pubblico ma soprattutto dell’improvvisazione sovrana, divertono inventando al momento, ma forse con un canovaccio di base (mi sarebbe piaciuto chiederglielo, perché il pubblico tende forse a ripetere le stesse idee dalle varie platee, suppongo), pronti a riprendere qualsiasi spunto venga offerto dagli spettatori stimolati a loro volta dal capocomico o dallo spettatore che rievoca un aneddoto della sua vita, immediatamente messo in scena. Ed i ragazzi, al momento, inventano, rielaborano una scena, un’emozione, un atteggiamento dettati dal pubblico.

Tutto “cotto e mangiato”, teatro allo stato puro: assist, tiro, inventio, scena. Godo. Alla faccia delle solite serate…