Ma veramente stavolta non riesco a capire quelli che si lamentano delle tipologie di candidature a sindaco di Trani, dei profili, delle posizioni assunte dagli stessi.

A parte che obiettivamente parlando le stesse candidature stavolta mi sembrano tutte di un certo spessore politico sociale e culturale, ma cosa credevate che facessero di diverso le coalizioni, specie quelle “maggiori”? Non capisco davvero quelli che fanno i sermoni ed i moralisti sulle scelte dei partiti, delle coalizioni.

Si accusa Marinaro di aver riunito dei riciclati. Ma mettendoci nei loro panni, cosa avrebbero dovuto fare di diverso se non staccarsi e prendere le distanze dopo che avevano invocato le Primarie (un principio con tanto di richiamo nello Statuto dei Democratici) e si sono visti chiudere le porte in faccia su questa possibilità?

Si accusa Galiano di costituire una “candidatura fantoccio” con alle spalle Bottaro, Ciliento, Boccia ed altre vecchie volpi del centro sinistra. Ma cosa avrebbero dovuto fare di diverso? Dire : ecco siamo sempre e ancora noi a ripresentarci e siamo pronti a rinnovare il vostro scontento, malcontento per le nostre opere iniziate e non terminate, per una gestione della città, ad esempio su verde, luce pubblica e manutenzione strade da film horror (graziati dalla palma potenzialmente assassina, avrebbero dovuto convertirsi in blocco da laici a devoti osservanti di tutti i Santi possibili, per carriere politiche e professionali salvate da un miracolo).

È chiaro che l’opzione di uno come Galiano, che come la Monaca di Monza con lo sventurato Egidio, ha risposto “sì” (“e la sventurata rispose”) era l’unico modo per quella parte politica per ripresentarsi, redimersi (magari il profeta Marco riesce a convertire qualcuno di quelli ad una politica gentile e più trasparente, che ne sappiamo, ma la vedo dura) e continuare a chiedere consenso ai cittadini.

Hanno accusato Guarriello di essere ugualmente, come Galiano, in mano ai “domini” (plurale di dominus) del centro destra locale, da Ferri a Ventola, ma lo ha detto pure lo stesso Andrea miracolato sulla via della Regione che quando Guarriello si è proposto non poteva crederci. Ma ricordate, e lasciamo stare la storia pirandelliana di Di Leo, in che stato di frammentaria dimensione si trovava il Centro Destra? Uniti nei comunicati , ma con un percorso in salita per cercare una compattezza credibile, quella che ti fornisce autorevolezza, credibilità, vittoria? Guarriello ha rappresentato l’occasione per avere una candidatura proveniente da ambito e profilo credibile e quelli cosa avrebbero dovuto fare? Dire: no grazie, mettiamo uno di noi che alla prima proposta sarebbe comparso peggio di San Sebastiano trafitto dai soliti veti incrociati? Meglio un Guarriello oggi che una gallina domani. Di bruciati/e dai veti a destra ne ho visti un botto in questi anni.

Vecchia manovra, quella dei veti, cara pure a svariate personalità del centro sinistra, ma certo più blanda che nel passato: diciamo che il veto da quelle parti è stato declassato a “moina” o conato passeggero, poi facilmente superati dall’esaltazione da potere e dall’amore per il lifting.

Quindi fantocci o no, riciclati o meno, manovrati o manovratori, stavolta non si poteva fare di più.
Dopo che sarà passata questa nuova ondata da “società civile” (vecchio cavallo di battaglia da tirar fuori quando la politica fa cilecca) certo esaltata da profili di un certo spessore, specie se non manterranno, i nuovi volti della SC, gli impegni che stanno assumendo con ovvie promesse e sol dell’avvenire bello lucente, vedrete che il solito popolaccio, a cominciare dalla marmaglia social, ricomincerà a dire:”Rivogliamo i politici di professione”. E molti di quelli si stanno già preparando, come nella canzone di Lucio Dalla.