È crisi aperta per Amet, la partecipata del Comune di Trani che nel giro di pochi giorni ha registrato prima le dimissioni dell’amministratore delegato Vitantonio Di Pace, il quarto a dimettersi dall’incarico negli ultimi 24 mesi, poi quelle dell’avvocato Ignazio Daniele Nenna, componente del consiglio di amministrazione. Un terremoto che ha colpito la politica tranese e che ha spinto il Sindaco Bottaro ad indire una conferenza stampa con il fine di sciogliere gli interrogativi che circondano la questione. La nostra redazione ha raggiunto il primo cittadino in anteprima. Bottaro ha tentato di spegnere le polemiche e di riportare la situazione in una cornice di normalità.

Nessun rischio di commissariamento, dunque, per l’Amet; nè decisioni importanti inerenti i progetti finanziati con il PNRR da assumere nei prossimi due mesi, il tempo che separa dalle prossimi elezioni comunali. Sino ad allora la partecipata sarà coordinata per gli affari ordinari dal collegio sindacale, poi spetterà al futuro Sindaco nominare le nuove figure amministrative che la guideranno. In definitiva, per il Sindaco Bottaro le dimissioni di Di Pace e Nenna sarebbero fisiologiche in concomitanza con la fase elettorale.

Se è vero che nei rispettivi comunicati Di Pace e Nenna hanno motivato le proprie dimissioni con ragioni professionali e personali che niente hanno a che vedere con possibili conflitti politici, diverso è stato l’intervento della presidente di Amet, la dottoressa Silvia Caputo, comparso sulla pagina ufficiale Facebook dell’azienda: «Sono stati effettuati ripetuti tentativi di interlocuzione con il socio, sia in via ufficiale sia informale, al fine di favorire una condivisione della scelta e consentire lo sblocco della situazione», scrive Caputo. Alla luce dei recenti fatti, tali interlocuzioni con l’Ente Comunale non avrebbero portato a nulla. Un ulteriore tema è poi quello per cui negli ultimi 24 mesi sono stati già 4 gli amministratori delegati dimissionari della partecipata; ben 9 negli ultimi 15 anni.

Nicola di Chio