Let’s go. Andiamo, è tempo di spaccare (i tavoli politici). Deve essere passato questo verso, mutuato da D’Annunzio nella poesia “I Pastori”, scritta nel 1903 e che racconta in versi il fenomeno della transumanza in Abruzzo, nella mente di Giacomo Marinaro.
Sì perché transumanza è stata, nel momento in cui lo stesso Marinaro, dopo aver chiesto le Primarie al PD (richiesta non accolta), dopo essersi visto tarpare le ali prima per eventuali ambizioni a conquistare uno scranno in Regione, poi pure nel potersela giocare come candidato sindaco (presumibilmente e “fisiologicamente” contro Fabrizio Ferrante, alle Primarie appunto), ha fatto sapere di non voler “accettare candidature calate dall’alto” ed ha posto in essere un blitz politico che ha pure dei precedenti vincenti nel territorio della Bat.
Marinaro infatti si gioca la carta del pacchetto di liste civiche trasversali, molto eterogenee (basti dire che si va da Antonio Loconte a Luca Morollo). Esperimento politico che ha pure dei precedenti vincenti a Barletta (Cannito) e Bisceglie (Spina). Ora quindi, testando la virtù elettorale di queste liste, bisogna vedere se Giacomo Marinaro, Presidente del Consiglio comunale attualmente in carica, si trasformerà in bomber (o killer, fate voi, dipende dal contesto) o si limiterà a centrare quello che potrebbe essere l’obiettivo minimo di questa esperienza che oggi lo vedrà auto incoronarsi (ma la richiesta gli arriva da più soggetti politici e amici, come ha detto nell’altra conferenza stampa stampa on the road) candidato sindaco di Trani a capo di questa “batteria” di liste che raccoglie un buon numero di fuoriusciti dall’attuale governo Bottaro, con una vera e propria transumanza dal PD (se non vi piace il termine, ma mi serviva la citazione poetica, potrei scrivere “travaso” o “innesto”, se volete riferimenti enologici o riferiti al mondo vegetale).
Scherzi a parte il “gioco” di Marinaro, che sia bomber o ago, certifica prima di tutto un dissenso verso la candidatura di Marco Galiano, non credo per la persona, ma per i modi (pure Ferrante in un’intervista impeccabile quanto chiara, da manuale, rilasciata ad un’emittente privata, ad un certo punto ha chiaramente detto “se non volevano che facessi il candidato sindaco avrebbero potuto dirmelo prima in modo più esplicito”).
Detto questo, poiché “in politica contano i voti e non i veti” (cito sempre dal manuale Ferrante, in stato di grazia) ora Marinaro non solo dovrà affermare la sua ambizione coi numeri, coi voti, ma, ultimo decisivo passaggio, dovrà proporre un’idea di città allettante e fascinosa, non certo un doppione bottariano.
Dopo la transumanza dei consiglieri dovrà operare quella del “consenso” dei cittadini. Come diceva il filosofo, dopo la parte in cui spacchi e distruggi, deve seguire la parte in cui costruisci. Ed oggi un Marinaro tirato a lucido per l’occasione, ce la esporrà nella conferenza stampa di presentazione a Palazzo San Giorgio. E dal Marinaro “on the road” a quello di un sibillino quanto minaccioso “let’s go” (pronto ad andare…) per i nemici politici, penso che ne vedremo delle belle.
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